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Da Assad a Donald Trump, la politica di guerra che genera terrore

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Siria degli orrori e delitto della volontà dei potenti. Il mondo resta preoccupato per l’attacco chimico voluto dal regime di Assad, che la settimana scorsa ha tolto la vita ad 80 persone della provincia di Idlib. Nel nord della Siria, intossicati dai gas, sono morti anche 28 bambini. Le loro immagini hanno fatto il giro del web diventando testimonianza mediatica necessaria, ma cruenta.

Con gli occhi sbarrati, la bocca aperta in cerca dell’ultimo scampolo di ossigeno, altre vittime innocenti di guerra hanno esalato l’ultimo respiro. L’avvenimento ha sollecitato l’intervento e l’inchiesta dei potenti.

 

 

 Donald Trump, la politica dei missili

 

 

Donald Trump ha reagito arbitrariamente colpendo a sua volta un presidio siriano per vendicare il crimine contro l’umanità. Di qui il timore dell’insorgere di una nuova guerra mondiale, scongiurata dal presidente Usa che dichiara sul New York Post: “Non stiamo andando in Siria, la nostra politica non è cambiata. La nostra missione è prima di tutto sconfiggere lo Stato islamico. Ma quando vedi bambini soffocare fino alla morte devi colpire e colpire duro – ed aggiunge – l’attacco missilistico è stato “un atto di umanità” per colpire un “macellaio”.

Donald si giustifica ed accusa Putin: “Ha taciuto sulla verità dei fatti diventando complice con quanto sta accadendo in Siria. Mosca ha cercato di nascondere le prove dell’attacco chimico di Assad”. L’uomo più potente d’America risolve l’offensiva mediatica a suo danno, usando parole dure che hanno preceduto l’incontro fra il segretario di Stato Usa Rex Tillerson e il collega russo Sergey Lavrov.

A confermare la complicità tra Putin ed Assad è stato un rapporto del National security council, consegnato alla stampa prima degli incontri di Tillerson. Vladimir fianco a fianco con Sergio Mattarella smentisce le accuse rivoltegli da Donald, mentre Trump si attrezza ad ogni eventualità nominando nel suo dipartimento di Stato John Sullivan, già sottosegretario al Commercio con George W. Bush ed esperto di Iraq.

Washington punta il dito contro Russia ed Iran, a sostegno del presidente siriano: “Sono moralmente responsabili dell’atto riprovevole, intollerabile, che dimostra come il leader a Damasco operi con barbarie brutali e palesi”. Mosca replica sostenendo che l’attacco americano contro la base aerea siriana “potrebbe essere visto come un atto di aggressione degli Stati Uniti contro una nazione Onu”.

Quella che è stata definita “la strage dei bambini”, accompagnata da foto choc, è l’esempio lampante di una nuova epurazione dell’umanità che non considera il proprio simile, ma chiude gli occhi trattandolo come un birillo da abbattere. Il genocidio del nostro millennio non è diverso da quelli già protagonisti della storia; rischia anzi di superare le barbarie del passato, cancellando dall’animo collettivo il senso del rispetto dell’umanità.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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