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Dal G7 delle donne dieci raccomandazioni politiche per la gender equality

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Tra poco più di un mese, a Taormina, si terrà il G7 che vedrà riunirsi i ministri dell’economia mondiale. Diversi i temi in discussione e sul piatto anche la gender equality, le politiche da attuare perché si arrivi ad una effettiva uguaglianza di genere. Intanto dal Women’s Forum on inequality and sustainable growth, già ribattezzato come il G7 delle donne, promosso dalla presidenza italiana del G7 e organizzato dalla Farnesina in collaborazione con Aspen Initiative for Europe, Valore D e Women Empower The World, arriva una lista di dieci raccomandazioni politiche da inserire nell’agenda di discussione del prossimo summit.

Dai diritti fondamentali come la salute e l’accesso all’istruzione alla messa al bando di tutte le forme di sottomissione e violenza, dai matrimoni forzati alle mutilazioni genitali.

 

 

Starting from girls”, (ri)partire dalle ragazze per cambiare il futuro

 

 

Una due giorni di incontri che a Roma ha visto riunirsi attiviste, imprenditrici e politiche, ma che, soprattutto, ha dato vita ad una dichiarazione conclusiva con raccomandazioni politiche che dovranno essere al centro dell’attenzione del prossimo incontro di Taormina. “Starting from girls”, questo il titolo scelto; un modo però per sottolineare anche che gender equality, salute femminile e pay gap sono solo il punto di partenza di un cambiamento necessario per lo sviluppo sostenibile. Combattere qualsiasi forma di violenza contro le donne, con proposte concrete come quella della ministra francese per la famiglia Laurence Rossignol che ha annunciato il proprio impegno per l’approvazione nel proprio paese della legge che considera la donna vittima della prostituzione e penalizza il cliente.

E poi, le sfide che dovranno ancora essere affrontate, i nodi da sciogliere, ma anche le potenzialità concrete, come quelle offerte dalla rivoluzione digitale di massa. Senza però mai dimenticare la realtà che parla attraverso i numeri: forti quelli presentati da Save The Children, secondo cui ogni 7 secondi una bambina viene costretta a sposarsi e ci sono almeno settantamila ragazze che ogni giorno muoiono di parto.

Era importante dare un segno di concretezza, provando a colmare la distanza tra parole e azioni. Ed è quello che ha cercato di fare il G7 delle donne; lo ha fatto con la “task force” sulle donne proposta da Emma Bonino, un gruppo cioè che monitori i risultati ottenuti dai paesi del G7 per quanto riguarda violenza e gender equality. Lo ha poi fatto con le raccomandazioni stesse, ricordando che violenza e gender equality sono problemi globali e che quindi nessuno può tirarsi indietro.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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