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Delitto d’onore e girl-gang: i mille volti della violenza al femminile

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Quanta violenza può abitare una donna? Spesso si tende a credere che siano più aggressivi gli uomini, ma non sempre è così e lo ha dimostrato la casa Parallelo45 Edizioni, che ha recentemente pubblicato due libri all’apparenza diversi, ma in realtà accomunati da un unico elemento: la forza violenta delle donne.

 

DAL TRADIMENTO ALL’OMICIDIO: DELITTO D’ONORE

Delitto D’Onore. La storia di Irene Biolchini è il romanzo con cui Simonetta Delussu ha scelto di raccontare la vera storia di una giovane sarda che, nel 1923, incinta al quinto mese e abbandonata dal fidanzato, ripara all’offesa subìta uccidendolo. In un’Italia dilaniata dalla violenza sulle donne, la scelta di raccontare la storia di una che invece ha ucciso un uomo, per onore, pare in controtendenza rispetto alla massa: qual è l’obiettivo? “Quando ho scritto il libro su zia Irene non ho pensato, in realtà, a tutte le donne che vengono uccise oggi, anche perché penso che la violenza sulle donne, purtroppo, non sia un fenomeno isolato ai nostri tempi – ha confidato l’autrice a Ladyo – . Mi aveva colpito questa storia che sentivo quando ero bambina e che mia nonna raccontava proprio per quello che era: una donna che ribella alle leggi del periodo e decide di non piegarsi e farsi uccidere (le donne ai primi del ‘900 venivano uccise se disonorate), ma di uccidere a sua volta e chiudere la sua infamia con la morte di chi aveva trascinato nel disonore lei e tutta la sua famiglia. Irene prende in mano il suo destino e agisce per lei e per suo figlio: il messaggio  che possiamo vedere in questo è che dobbiamo ribellarci alle ingiustizie… Senza arrivare certo all’omicidio, ma è possibile andare sopra le righe e sovvertire gli ordini prestabiliti”. Colpisce anche la zona in cui si è verificato il delitto: la Sardegna, infatti, si contraddistingue in maniera particolare per la condizione di vita della donna: “Questa regione vive un grande matriarcato, qualcuno non la vede così ma io ho l’esempio delle mie famiglie e dei miei nonni. Le donne sarde sono tenaci e forti, volitive e mediterranee. Vivono una condizione diversa rispetto ad alcune zone dove sono stata, ma perché anche gli uomini si sottomettono tacitamente e volentieri a quest’ordine di cose. Pensiamo a Grazia Deledda, premio Nobel tutto al femminile, Eleonora D’Arborea (che con la Carta de Logu promulga norme modernissime e qualcuna ancora vigente), Adelasia di Torres (giudicessa magari meno conosciuta), Adelasia Cocco (la prima donna ad esercitare la professione medica in Italia con rigore e saggezza), e tante altre… La donna sarda vive un grande matriarcato e lo respira dai primi vagiti checché ne possano dire alcuni studiosi: noi donne sarde ci contraddistinguiamo per questo e ne siamo molto orgogliose”.

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IL BULLISMO AL FEMMINILE: GIRL GANG

Girl gang è invece il romanzo con cui la canadese Ashley Little è sbarcata in Italia con successo: raccontato a sei voci, è la storia drammatica di una banda di donne-adolescenti di Vancouver, chiamata Black Roses, che terrorizzano l’intera città con mano violenta con lo scopo (inconscio?) di cancellare il loro passato doloroso. Una storia che qui chiameremmo bullismo, ma in cui non si rispecchia la scrittrice: “Credo che il bullismo oggi sia popolare come non mai, la differenza è che ora se ne parla sin dall’età scolare. In realtà, però, non pensavo realmente al bullismo quando scrivevo questo romanzo, ma più alla naturale propensione alla violenza insita in ognuno di noi: uomini, donne o bambini che siano. Se il lettore vuole collegare la storia al bullismo, è una sua scelta. In Girl Gang, i veri bulli sono i genitori, come il padre adottivo di Kayos”. Ragazze violente che non ricevono amore, dunque: come prendersi cura di persone così? “Le ragazze del mio romanzo sono attratte dalla gang perché essa è un surrogato della famiglia. Averne una amorevole e protettiva alle spalle, è il primo passo per non cercare un’alternativa nella gang violenta”.

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Emanuela Zanardini Studia lettere in università e lavora con i bambini. Ama leggere e viaggiare per il mondo, anche se considera come "casa" sua l'Inghilterra, dove sogna di potersi trasferire in futuro.

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