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Dior, settant’anni di ricercatezza

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E’ il simbolo della ricercatezza e del lusso. La maison Dior, dall’8 ottobre 1946, veste le donne con classe. L’apertura dell’atelier di Christian Dior a Parigi lanciò il suo New Look per la prima volta, in una sfilata del 1947, mostrando come in un abito si potesse utilizzare più tessuto; per una gonna occorrevano 15 metri di stoffa, mentre per un abito da sera 25.

 

 

Dior, re della moda da settant’anni

 

 

Christian Dior ha sconvolto i canoni della moda femminile, arrotondando forme di abiti in tessuti quali seta e chiffon. Il couturier morì d’infarto il 24 ottobre 1957 a Montecatini, ed un altro grande stilista, Yves Saint Laurent prima, e poi designer di fama mondiale quali Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons e dal 2016 Maria Grazia Chiuri, hanno messo matita su carta, per continuare a dar gloria all’ haute couture rosa.

Antesignana di uno stile inconfondibile, fu la linea Corolle e En 8, che caratterizzarono il New Look in data 12 febbraio 1947. Il 42enne Christian Dior presentò alla stampa la sua prima collezione. Dior già allora lanciò capi dalla silhouette evidente, con vitini stretti, bustini sexy e gonne a corolla.

Il look del dopoguerra cancellava l’austerità e il grigiore degli anni che lo avevano preceduto, segnando una svolta creativa. Dior battè nervosamente col martello sul manichino per dargli le forme della donna ideale, che avrebbe indossato la sua moda.

In una vecchia intervista Dior dichiarò: “Volevo che gli abiti fossero modellati sulle curve del corpo femminile. Sottolineavo la vita e il volume dei fianchi, mettevo in evidenza il petto. Per dare più struttura ai miei modelli feci foderare tutti i tessuti di percalle o taffetà, riprendendo una tradizione da tempo abbandonata”. Il numero uno della moda ha lanciato il criterio della donna in fiore, che ancora oggi esalta le donne che si apprestano ad indossare i capi della longeva maison.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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