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Disturbi alimentari: oggi è la Giornata del Fiocchetto Lilla

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Una giornata per sensibilizzare donne ed opinione pubblica sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). Il 15 marzo viene dedicato dal 2012 ad un tema attuale e che coinvolge in Italia 3 milioni di persone affette da patologie quali bulimia ed anoressia. Il 95,9% di esse sono donne, mentre il 4,1% uomini. Si calcola intanto che ogni anno si registrino decessi per anoressia nervosa (6,2%), e bulimia nervosa (1,93%).

 

 

Disturbi del Comportamento Alimentare, le cause

 

 

La Giornata del Fiocchetto Lilla cerca di influire sulle cause psicologico-culturali che scatenano i disturbi dell’alimentazione. A tal fine è dunque opportuno divulgare una “controcultura della differenza“, che contrasti l’omologazione estetica e valorizzi l’unicità corporea del singolo individuo.

A fare i conti con bulimia ed anoressia sono infatti soprattutto giovani donne ed adolescenti. Spesso il senso di colpa per sentirsi sbagliati, spinge donne e ragazzine a privarsi del piacere del cibo. Le malattie dell’alimentazione di solito esordiscono tra i 15 e i 19 anni ma, stando a dati recenti, diventano sempre più frequenti casi anoressici intorno ai 9 anni.

I disturbi del comportamento alimentare possono essere suddivisi in sei gruppi (Pica, Ruminazione, Disturbo Alimentare di Evitamento o Restrizione del cibo, Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Disturbo di Alimentazione Incontrollata) ed inevitabilmente coinvolgono fattori mentali di crisi, spesso sottovalutati. Una riduzione del cibo e il controllo maniacale delle calorie presuppone già l’insorgere di un disturbo alimentare.

Esistono però dei segnali specifici da poter cogliere per fronteggiare il problema: il cibo viene visto come nemico ed ecco che si inizia a dimagrire vistosamente, il ciclo mestruale scompare e si sviluppa un comportamento ossessivo verso la forma fisica. L’unico rimedio sociale per superare queste problematiche è l’ascolto, anche silenzioso, delle persone affette da DCA. Importante inculcare l’esigenza di un supporto psicologico per affrontare il problema, rivolgendosi a centri specializzati per la cura di queste patologie.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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