Home ImpresaDonna “Diventa ciò che sei”: l’imprenditoria femminile che fa bene alla ricerca
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“Diventa ciò che sei”: l’imprenditoria femminile che fa bene alla ricerca

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Sono sei donne. Ma, forse, sono prima di tutto sei imprenditrici. Nella vita hanno avuto bisogno di motivazione, impegno, determinazione e passione per affrontare le sfide che le hanno portate ai posti ‘di comando’ che ora occupano. Per questo Emanuela Alberio (di Home Spa Relax), Giada Stanghellini (di NaturaSì Cucina Bio), Stefania Scarpa (di Hammam della Rosa), Claire Pauze (di Le Vrai), Federica Facciotti (ricercatrice Airc) e Martina Badiali (di Clapztu.it) sono state scelte come volto di “Diventa ciò che sei”, una campagna per la valorizzazione di imprenditoria e ricerca completamente ‘in rosa’. Insieme a loro altre 800 donne ‘normali’, quelle che hanno già aderito alla campagna e che ogni giorno, in Italia, affrontano la sfida di essere donne e imprenditrici di successo. Quelle che, ancora, non negano di trovare modelli ispiratori per le loro carriere nelle grandi protagoniste del passato: da Rita Levi Montalcini, campionessa di istruzione e dedizione, a Coco Chanel, tenace e impavida come si addice ai veri rivoluzionari, passando per Oriana Fallaci ammirata per il coraggio e senza farsi mancare Wonder Woman, ché come ogni lavoratrice sa i superpoteri non servono solo nei fumetti.

 

Le imprenditrici italiane? Laureate, ambiziose, ma non rinunciano all’idea di famiglia

 

Le donne di “Diventa ciò che sei” diventano, così, lo specchio della realtà imprenditoriale italiana fotografata, tra le altre, da una ricerca di Doxa. Quella fatta di 1,3 milioni di imprese femminili che crescono due volte di più della media nazionale. E che hanno ai vertici imprenditrici tra i 30 e i 40 anni che, nel 30% dei casi, hanno conseguito la laurea e per cui l’attività imprenditoriale è l’unica fonte di reddito familiare (in almeno il 46% dei casi). A spingerle a investire su sé stesse? Non tanto un fattore economico, quanto la volontà di mettere a frutto gli studi e le competenze acquisite (per il 43%), le precedenti esperienze di lavoro dipendente non andate a buon fine (per il 47%) o ancora il desiderio di essere autonome, specie dopo l’avvio dell’attività imprenditoriale (per il 52%). E no, non chiedete loro se l’essere donna ha avuto un qualche effetto sulla carriera da imprenditrici: la maggior parte vi risponderà che non ha inciso né in senso negativo né positivo e che no, neanche la voglia di costruire una famiglia ne ha risentito. Almeno il 91% delle partecipanti allo studio ha risposto, infatti, che più si è felici sul lavoro, più si genera energia da investire nella vita privata e nella famiglia.

Promosse da Groupon, la ricerca e la connessa campagna sostengono una raccolta fondi per  il finanziamento di un percorso quinquennale dedicato alle ricercatrici under 35 dell’Airc. L’obiettivo? È favorirne il ritorno in Italia dall’estero dove si trovano e hanno già avviato importanti progetti di ricerca, tra cui numerosi studi sul cancro al seno, che – si spera- potranno continuare in Italia. Per realizzarlo, la stessa piattaforma di vendite promozionali si è impegnata a devolvere a “Diventa ciò che sei” 2 euro per ogni acquisto. Dal board di Groupon è stato bandito, infine, un concorso grazie al quale tre donne, le più meritevoli tra le partecipanti, potranno usufruire di borse di studio per l’apprendimento e la formazione in ambito digitale.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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