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“Do you speak Facebook?”: viaggio nel mondo del social network più famoso

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Chi sperava di poter rimanere attaccato alle proprie abitudini deve arrendersi: il web ormai è diventato una realtà con cui fare i conti quotidianamente. Il libro di Anna Fogarolo, “Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network”, rappresenta l’ancora di salvezza alla quale molti potrebbero aggrapparsi. Scritto con un linguaggio chiaro ed efficace, il testo si rivolge soprattutto agli operatori nei contesti educativi: l’invenzione di Mark Zuckerberg, infatti, non serve più unicamente a far passare il tempo, ma viene utilizzata anche come piattaforma di lavoro.

Oggi l’autrice risponderà per Ladyo ad alcune domande:

“Do you speak Facebook?” è una domanda che non lascia spazio a dubbi: ci troviamo di fronte alla nascita di un nuovo modo di comunicare. Cosa pensa delle difficoltà che persone più adulte/anziane riscontrano, per esempio nell’accesso ai servizi on line?

Internet è un aiuto, ma non può sostituirsi a tutta la comunicazione. Se desideriamo raggiungere più persone possibili ciò che è online deve poter essere reperibile anche offline, non solo per una questione generazionale, ma anche per chi oggi, purtroppo, non ha ancora una connessione web.

Ed ora il sottotitolo: “Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network”. Un ammonimento per la generazione adulta a mettersi al pari coi giovani? E come mai ha scelto di indirizzarsi proprio a questa categoria professionale?

L’idea di fondo del libro è contribuire a un corretto uso del social network e a una buona educazione in rete, iniziando a valutare il Web come un ambiente concreto e non più un virtuale lontano dalla realtà. Il testo si rivolge principalmente agli educatori, siano essi genitori o insegnanti, perché a mio avviso possono ottenere l’ascolto necessario per insegnare il buon utilizzo del web. Ma volevo anche fare chiarezza sulla questione tanto dibattuta dell’ “amicizia” tra insegnante e alunno, se accettarla o no sui social.

Quanto ritiene che sia cambiato il modo di vivere, al giorno d’oggi, grazie ai social network?

Oggi possiamo esprimere pareri, condividere emozioni, comunicare all’interno di grandi gruppi sociali e le aziende ora sfruttano anche questo canale comunicativo. Non possiamo però ignorare le difficoltà che questo nuovo “essere sociali” comporta: troppo spesso ci comportiamo da irresponsabili, non abbiamo consapevolezza di ciò che stiamo facendo in rete, ci riteniamo al sicuro perché fisicamente non siamo presenti e sottovalutiamo aspetti vitali come la privacy.

“Nativi digitali” contro “Over 30”: quali consigli per l’utilizzo del web?

Premesso che non amo il termine ‘Nativi Digitali’ perché nascere con Internet non equivale a saper usare bene la rete; Ai più giovani non smetto mai di sottolineare l’importanza di un dialogo vero con un adulto, sia esso genitore, insegnante, cugino o amico. Di contro, gli over 30 dovrebbero comportarsi in maniera civile anche online per dare il buon esempio e conoscere il mondo ‘social’ perché ormai i ragazzi lo usano ogni giorno e dovunque.

Emanuela Zanardini Studia lettere in università e lavora con i bambini. Ama leggere e viaggiare per il mondo, anche se considera come "casa" sua l'Inghilterra, dove sogna di potersi trasferire in futuro.

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