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Donna Chef 2017, Michelin premia Caterina Ceraudo

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E’ la donna Chef del 2017 secondo gli ispettori Michelin. A Milano viene premiata la calabrese Caterina Ceraudo, già insignita nel 2012 di una stella Michelin. Menzionata  dal New York Times, la giovane chef ottiene un altro riconoscimento. Lavora al ristorante Dattilo a Strongoli (Crotone), e nelle sale dell’Atelier des Grandes Dames, durante una manifestazione organizzata dalla maison dello champagne Veuve Clicquot, arriva il tributo alle donne dell’alta ristorazione.

 

 

Caterina Ceraudo, donna chef dell’anno

 

Imprenditrice ed appassionata di cucina, mantiene alta la bandiera dell’arte culinaria nostrana. Nata nel 1987, Caterina Ceraudo guida dal 2013 il ristorante di famiglia, ottenendo il riconoscimento della nota guida rossa. La sua è un’azienda agricola in cui sono protagonisti i prodotti bio, usati nella cucina dalla Ceraudo, per impiattare pietanze semplici, ma degne di merito. Del suo modo di lavorare gli ispettori Michelin commentano: “La sua è una cucina moderna e allo stesso tempo non complicata, in cui il sapore è spesso bilanciato da giuste dosi di acidità e dolcezza”.

La Guida Michelin Italia premia la miglior donna chef del 2017, ma esalta al contempo anche l’imprenditoria in rosa nel settore della ristorazione. Tra i premiati talentuosi della nostra Italia, rientrano anche per le categorie Giovane Chef Michelin Italia 2017 e Qualità nel tempo Michelin Italia 2017, Federico Gallo, Locanda del Pilone ad Alba, e il Ristorante San Domenico, a Imola.

La ventinovenne premiata lo scorso 20 Marzo, si è laureata in Enologia e Viticoltura a Pisa. Sulla rivista ‘Dissapore’, ha commentato così il risultato del suo lavoro, spesso considerato un settore per soli uomini: “Io normalmente sono contraria alle distinzioni tra uomini e donne. In tutti i campi. Penso che si debba premiare il talento, non il genere, e che sia stupido distinguere gli atteggiamenti maschili da quelli femminili”.

Della sua esperienza ai fornelli la Ceraudo racconta: “In cucina mi indurisco, sono concentratissima, meno dolce di quando sono fuori. E’ il modo che ho imparato di gestire l’ansia. Però in questa fase indire un premio per le donne in cucina è necessario, perché è necessario far emergere la figura delle chef, ribadire che esistono”.

 

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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