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“Donna Infinita Bellezza” a Casoria: modelle per un giorno, stupende sempre!

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Sono bionde ma anche more, alte oppure più piccole, molto giovani o con qualche anno in più: sono tutte diverse, le modelle che hanno accettato di partecipare alla sfilata dell’evento “Donna Infinita Bellezza” tenutosi a Casoria, nell’Ospedale “Santa Maria della Pietà” dell’ordine dei Camilliani. Diverse eppure accomunate dalla stessa, identica luce negli occhi: è la grinta di chi sa di stare combattendo (o di aver già vinto) la battaglia più importante della vita, quella contro il male. Che può essere una vera e propria “bestia”, capace di farti perdere la ragione e, a volte, tutto ciò che hai, e contro il quale puoi opporre solo una cosa: te stesso. La consapevolezza che le si trova addosso, stampata come fosse una seconda pelle, l’eleganza con la quale ondeggiano sui tacchi 12 centimetri, sfidando la paura di inciampare nei vestiti da gran sera, ne fanno delle icone di stile contemporanee, degne delle passerelle più prestigiose. La cosa più bella in assoluto, però, è senza dubbio il sorriso perenne che le trapassa: un’espressione che si trasforma spesso in risata “di cuore”, di quelle che può conoscere solo chi ha rischiato di piangere per sempre.

 

Non donne che soffrono ma combattenti: la visione della dottoressa Ferrara

 

La manifestazione, organizzata con l’ausilio dei volontari dell’AVO e alla sensibilità dell’hair stylist Pasquale Salsano, presidente dell’associazione SMAC (Salerno Moda Arte e Cultura), è nata da un’idea della dottoressa Claudia Ferrara, responsabile del reparto oncologia. È proprio lei a spiegarne il senso più profondo: ribaltare l’idea che siano le persone “sane” a dover regalare attimi di felicità a chi soffre. “C’è questa visione patetica che vede le donne malate di cancro come ‘vittime’, ossia come fossero l’oggetto di una prestazione” – ha raccontato – “Io invece credo che siano ‘persone’, non pazienti: hanno delle storie alle spalle, spesso bellissime e hanno inserito l’evento tumore nella loro vita, incastrandolo tra i figli, i mariti, il lavoro e le cose di tutti i giorni. Questo le rende ancora più donne delle donne: non sono attrici ‘da copertina’ ma modelli che ci danno un messaggio di coraggio combattendo ogni attimo anche con se stesse e con le proprie fragilità”.

Il cancro, infatti, è prima di tutto una cicatrice nell’anima. Ruba la salute, ma anche e troppo spesso la dignità, la fiducia, la percezione di sé nel mondo, insinuando il sospetto di essere un inutile peso morto, un tronco appassito. “Il cambiamento è lento” – ha aggiunto la Ferrara –“E con il passare del tempo, con le terapie, diventa ancora più difficile. È un percorso che le donne possono affrontare molto bene, quando magari hanno famiglie solide alle spalle, ma che a volte non si conclude in maniera felice. Il momento più complicato si ha quando, finite le terapie assieme a noi, devono ‘camminare con le loro gambe’ affrontando se stesse”.

Ed allora, cosa c’è di meglio che lasciarsi per un momento le difficoltà alle spalle e “buttarsi” tra la folla a ritmo di musica? Fasciate negli abiti composti con materiali riciclati della stilista partenopea Maria Mauro, truccate dalla make up artist Anna Rosa di Penta, pettinate ed abbigliate dallo staff di Salsano (“Cerchiamo, con la nostra presenza discreta, di creare un momento di gioia per far scattare nelle protagoniste la ‘molla’ che le porti ad affrontare nel modo giusto un problema tanto serio”, ha detto) la notte di queste signore le trasforma, in un istante, nelle più luminose delle stelle.

 

(Foto di Massimo Pica)

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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