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Donne e Industria 4.0: solo il 10% sono manager

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È iniziata l’era dell’industria 4.0 ma le donne ancora segnano il passo in questo settore. Sono poche infatti quelle che trovano lavoro in settori come quello tecnologico e del management; un gap di quote rose che si assesta appena al 25% per quando riguarda il gentil sesso impiegato in ruoli tecno-scientifici ma la percentuale scende ancor più drasticamente se pensiamo che solo il 10% delle donne arriva a coprire un ruolo dirigenziale. Una soluzione possibile potrebbe essere lo smart working (che non è il semplice lavoro da casa: i dipendenti sono valutati non per le ore che passano in azienda ma per i risultati raggiunti a fine mese), un modo sicuramente per rivalutare le dinamiche del lavoro, per andare oltre il concetto di conciliazione di casa e lavoro. Una metodologia che nei paesi in cui è stata già applicata si è tradotta in sviluppo e nuove occasioni professionali.

 

 

Primo passo: rivalutare le risorse umane

 

 

A definire quella che è la geografia delle “quote rose” nel settore tecnologico è una ricerca di Net Consulting, riportata da Anitec (ovvero l’Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo). Secondo lo studio i ruoli ricoperti dalle donne in ambito tecnologico sono per lo più riferiti a Responsabili di Area (48,6%), Project Manager (45,7%) e Sviluppatori-Programmatori con una percentuali di 31,4%; “L’innovazione rappresenta il maggiore potenziale di crescita per il nostro Paese. Nel mondo delle startup e dell’innovazione è molto importante il contributo delle donne che rappresenta una quota fondamentale per la creatività e lo sviluppo delle idee – ha commentato Cristiano Radaelli, presidente di Anitec -. Viviamo in un mondo sempre più multitasking, in cui rapidità delle decisioni e capacità di visione strategica giocano un ruolo fondamentale. Sono due elementi in cui la capacità di management femminile è largamente sottoutilizzata”. Con l’innovazione tecnologica che potrebbe essere uno dei motori per il rilancio dell’industria italiana, bisognerebbe quindi innanzitutto rivalutare la gestione delle risorse umane e delle quote al femminile in questo settore, come propone lo stesso numero uno dell’Anitec:Deve crescere la valorizzazione del ruolo della donna, anche grazie agli strumenti di lavoro digitale e a modalità di lavoro flessibile”.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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