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Donne “Made in Italy”: Emma Bonino, il ritratto

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Non è forse un caso che sia nata nel mese dedicato alle donne. Emma Bonino è un’emblema della femminilità attiva, pensante, creativa, che dà nome ed opera alla sensibilità che contraddistingue ogni donna.

Abituata a scendere sempre in battaglia, a dare voce a chi non ce l’ha, lancia da sempre il suo grido ad una società sorda. Emma non si è lasciata mai scalfire dal tempo, nè dalle vicissitudini negative che la vita le ha riservato. Da vera amazzone, ha saputo coniugare le istanze del passato e del presente, tenendo sempre l’occhio vigile ai cambiamenti di tante epoche, considerate cisacuna a suo modo, controverse.

 

 

Emma Bonino, una vita per la politica

 

 

Deputata alla Camera e al Parlamento Europeo, ha vissuto diverse legislature senza perdere lo spirito guida che la anima. Commissario Europeo, Ministro del Commercio internazionale e delle politiche europee, vicepresidente del Senato della Repubblica, delegata per l’Italia all’Onu per la moratoria sulla pena di morte, membro del comitato esecutivo dell’ International Crisis Group, e ancora, ideatrice e promotrice della Corte Penale Internazionale, professoressa emerita all’ Università Americana del Cairo, da esponente del partito Radicale ha cercato di guidare la nostra Italia verso una civiltà che fosse realmente degna di essere considerata tale.

Quarantadue anni di politica attiva l’hanno vista protagonista del XX secolo, tanto che secondo un recente sondaggio sulla figura di una donna come presidente della Repubblica, gran parte degli italiani ha asserito di vedere in lei una degna rappresentante.

Il vero ritratto dei 69 anni della Bonino è quello di una personalità politica autentica, che non mercifica gli ideali, ma li legge secondo la voce della coscienza e della Costituzione. Ancora più forti oggi sono i suoi moniti sull’immigrazione, tema caldo e contemporaneo, su cui commenta: “Non capisco come l’Europa faccia a rimandare indietro un milione di persone, senza chiedersi neppure dove vengano rimandati. Il memorandum con la Libia è a mio modesto avviso davvero terrorizzante; l’ambasciatore tedesco che non è certo un signore in preda alle emozioni, dice che i campi in Libia sono la cosa più vicina ai lager che lui abbia visto. Si tratta di campi che nessuno può visitare, ma le poche testimonianze parlano di buchi di 2 metri per 2 con 20 persone dentro, compresi i bambini. In Italia poi abbiamo 500 mila irregolari che resteranno tali se non superiamo la Bossi Fini, una di quelle stupidaggini che ci siamo inventati “.

E’ un dato di fatto che oggi come ieri, tutti i leader della politica la rispettano, forse perchè Emma è ancora una delle poche donne che fa da portavoce ai disagi dell’Umanità indagandoli a fondo, vero scopo della politica vissuta come passione.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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