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Donne nei Cda: per la prima volta superano di un terzo i consiglieri

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Per la prima volta nei Consigli di amministrazione delle società quotate, la percentuale delle donne presenti supera di un terzo quella dei consiglieri complessivi. Resta, invece, ancora molto basso il numero degli amministratori delegato: appena otto su cento.

 

 

La situazione migliora, ma c’è ancora molto lavoro da fare per ridurre il “gender gap”

 

 

Il percorso che porta al completo azzeramento del gender gap lavorativo tra donne e uomini è ancora molto lungo, eppure un piccolo spiraglio di speranza arriva da un settore dove le donne, più che in altri, hanno difficoltà a fare carriera: le aziende quotate in Borsa. Qualcosa sembra cambiare e a metterlo in luce sono i dati di una ricerca condotta da Cerved, società che si occupa dell’analisi del rischio di credito, che settimana scorsa nella Biblioteca “Giovanni Spadolini” del Senato ha presentato i dati dello studio condotto: per la prima volta nelle società quotate la presenza delle donne nei Consigli di amministrazione supera di un terzo il numero totale dei consiglieri.

Rappresentanza femminile cresciuta soprattutto grazie alla legge sulle quote di genere approvata nel 2011 e che ha portato nel 2017 ad un aumento di 558 unità per le società quotate in borsa e di 660 per le controllate pubbliche. Nel complesso, solo il 70% delle società rispettano le imposizioni di legge (che chiede loro di riservare almeno un terzo dei componenti degli organi di amministrazione e controllo al genere meno rappresentato, ndr) e i numeri del 2017 rappresentano un +9,3% rispetto alla rappresentanza del 2016 e un numero quattro volte superiore al 2011, anno di introduzione della normativa. Sono ancora marginali, invece, le percentuali che riguardano il numero di donne Amministratore Delegato o di presidenti del Cda: nel primo caso, alla fine dello scorso anno erano 18, appena una in più rispetto al 2016. Ventitrè, nel secondo caso, due in più rispetto all’anno precedente.

La normativa è quindi necessaria? All’epoca della sua introduzione fece molto discutere, eppure la sua utilità diventa presto evidente, se si considera che per le società non soggette alla legge sulle quote di genere, la presenza delle donne alle posizioni di vertice cresce lentamente. C’è ancora molto lavoro da fare, ma i numeri e la mentalità stanno cambiando.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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