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Due ragazze sfuggite a Boko Haram si sono diplomate negli USA

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Era il 2014 quando in Nigeria il gruppo terroristico facente capo a Boko Haram prendeva in ostaggio 276 ragazze, dando vita a quella mobilitazione internazionale che, attraverso l’hashtag #BringBackOurGirls, aveva avuto il compito di tenere alta l’attenzione sulla questione (soprattutto per i media, per non dimenticare e riuscire a riportare a casa le ragazze sane e salve).

Alcune di loro, come Bishara e Pogu, sono riuscite a scappare, altre no. A tre anni di distanza, infatti, 113 di quelle ragazze sono ancora considerate disperse.

 

 

La storia di Bishara e Pogu: dalla prigionia agli USA per realizzare i loro sogni

 

 

Joy Bishara e Lydia Pogu, 20 e 19 anni, sono due delle 57 ragazze che nel 2015, a poco più di un anno dalla prigionia, sono riuscite a scappare dal gruppo terroristico. Le due hanno raccontato i dettagli della loro vicenda dal momento in cui il gruppo di Boko Haram ha assediato la loro scuola a Chibok fino alle torture, stupri e matrimoni forzati a cui sono state sottoposte: “Piangevamo e urlavamo. Ci dicevano di stare zitte o ci avrebbero uccise. Così hanno cominciato a sparare colpi in aria proprio sopra le nostre teste per zittirci. Eravamo tutte spaventate. Ci sostenevamo l’una con l’altra”, ha raccontato Bishara. Le ragazze hanno parlato, poi, di ultimati lanciati dai terroristi, di corse nel deserto nigeriano e della loro fortuna dopo la fuga: aver trovato un motociclista che le ha accompagnate a Chibok, riuscendo così a tornare dalle loro famiglie.

Nell’agosto dello stesso anno, grazie ad un’associazione no profit e ad un gruppo di attivisti nigeriani, Bishara e Pogu – insieme ad un altro gruppo di ragazze sfuggite alla prigionia – sono volate negli Stati Uniti per completare gli studi.

Quest’anno le due cugine si sono diplomate alla Canyonville Christian Academy in Virginia dove entrambe hanno tenuto il celebre discorso alla consegna dei diplomi. Il prossimo obiettivo è la laurea: da settembre si trasferiranno, infatti, alla Southeastern University in Florida. Nel frattempo, hanno dato vita ad una raccolta fondi che permetta loro di tornare in Nigeria per la prima volta da quando sono andate via.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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