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Epatite C: arriva il farmaco che la blocca per sempre

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Turisti per disperazione: si potrebbero definire così gli italiani che, in questi mesi, sono volati in India per acquistare la forma generica del sofosbuvir, il primo antivirale capace di guarire l’epatite C senza le pesanti conseguenze delle terapie classiche. Si tratta, per lo più, di malati che non rientrano tra coloro che hanno diritto alle nuove cure o che, magari, non vogliono aspettare. In realtà chi ha una forma lieve di epatite C e non può ancora accedere alle terapie può stare tranquillo: nei prossimi mesi arriveranno nuovi farmaci: così, ci sarà una diminuzione dei costi ed un ampliamento delle indicazioni terapeutiche.

 

Le domande da porsi prima di acquistare il medicinale

 

 

Al momento, chi ha diritto alle nuove cure? Oggi sono soprattutto i pazienti con un’epatite cronica in stadio avanzato a poterne usufruire. La cura è indicata anche quando la malattia si ripresenta dopo il trapianto e per chi ha un tumore epatico. Si parla di 50mila pazienti circa.

I medicinali di nuova generazione, spiegano gli esperti, darebbero immediatamente una intensa sensazione di benessere generale e un netto miglioramento delle funzioni cognitive, soprattutto della memoria. Ciò non significa che siano esenti da controindicazioni: in rari casi, portano stanchezza e mal di testa.

È consigliabile acquistare il sofosbuvir all’estero? No, e non solo perché è una pratica vietata dalla legge. Si è visto che in alcuni casi questi medicinali contengono un dosaggio di principio attivo diverso da quello originale. Il rischio, allora, è di ottenere un effetto boomerang: anziché guarire, si rende il virus più resistente.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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