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Fabrizio Frizzi: “Ci ho messo una vita a capire le donne. Hanno una marcia in più”

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Commozione, sgomento, partecipazione, hanno fatto da collante di uno stivale intero quando il popolo italiano ha appreso della scomparsa di Fabrizio Frizzi, 60 anni, giocherellone per vocazione, artista per volontà, galantuomo per natura.

La sua risata fragorosa manca e mancherà ai tanti giovani di ieri, divenuti gli adulti di oggi; agli anziani incollati al televisore in prima serata; a colleghi ed addetti ai lavori del mondo delle telecomunicazioni.

Appassionato con i suoi mille interessi: la musica, la Formula 1, lo sport, il sociale, “Frizzolone”, goloso di caramelle e cioccolato lo ricordiamo col sorriso, quella porta d’accesso che ha fatto breccia nel nostro cuore, lasciandolo diventare familiare, amico e fratello d’Italia.

 

 

Frizzi, un uomo degno di abitare questo mondo

 

 

Chi lo ha conosciuto o incrociato solo per una volta è rimasto contagiato dalla sua bontà. Fabrizio Frizzi, il conduttore della tv nostrana raccoglie ancora consensi nel post mortem. Il web è impazzito nel ricordarlo; la gente comune ha pianto alla notizia appresa il 26 marzo di primo mattino, cadendo nella mestizia. Una staffetta Rai e Mediaset ha spento i riflettori della routine da palinsesto, per ricordare un uomo perbene.

Non dovrebbe scandalizzare tanta affabilità, la voglia di credere nei giovani, di incoraggiare il prossimo, la ricerca medica, fino a donare un midollo osseo e a farsi portavoce di tante campagne pro bono…eppure Fabrizio in una società di egocentrismo era la differenza, la rarità che ha toccato all’unanimità tutti, nessuno escluso.

Dopo il malore di ottobre torna in tv, pur sapendo come stessero realmente le cose: “Combatto come un leone, se vincerò ed andrà a finire bene, sosterrò col mio volto la ricerca”. Gli amici intimi erano a conoscenza del dramma del conduttore e per sua volontà, ne hanno rispettato la decisione di non divulgare la gravità della cosa. Dignità, cara compagna di avventura di Mr televisione!

Leale e solidale con le donne, innamorato delle sue (Carlotta e Stella), estimatore della loro capacità espressiva, alla nascita della sua bambina dichiarò: “Ci ho messo una vita a capire le donne. Il fatto di essere cresciuto in una scuola esclusivamente maschile mi ha fatto certamente ritardare l’apprendimento; poi ho fatto un corso accelerato… adesso che vedo crescere mia figlia la lezione è completa: le donne hanno un discreto numero di marce in più”.

Il pubblico saluta l’uomo e non il personaggio nella Chiesa degli artisti a Roma. La stampa dà il suo commiato: buon viaggio Fabrizio, hai dato l’esempio, quello che ogni uomo dovrebbe seguire, diventando amico del mondo!

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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