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“Falla uscire coi tacchetti”: una campagna per promuovere il calcio femminile

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La Fondazione “Candido Cannavò” e la FIGC uniscono le forze e scendono in campo per promuovere il calcio femminile. Lo fanno attraverso “Falla uscire coi tacchetti”, campagna pubblicitaria di forte impatto volta a sconfiggere anche lo scetticismo e i pregiudizi che ancora oggi in Italia albergano nello “nell’altra metà del calcio” e ne condizionano la pratica. “La FIGC è onorata di sostenere la campagna della Fondazione Cannavò” – ha dichiarato il Direttore Generale Michele Uva – “perché lo sviluppo del calcio femminile in Italia è uno dei nostri principali obiettivi. Una Federazione che guarda al futuro e studia i suoi margini di crescita ha l’obbligo di investire in questo settore, e noi lo stiamo facendo da circa un anno con programmi mirati”. Un lavoro apripista da parte di Federazione e Fondazione che sperano di portare l’Italia al livello delle altre nazioni europee e superare la soglia delle 20 mila tesserate che oggi si contano nel nostro paese per arrivare, invece, al traguardo delle 100 mila unità.

 

Prendere a calci i pregiudizi

 

Eliminare i pregiudizi, questo il principale compito che la campagna si ripropone di fare, attraverso una serie di immagini che prendono a calci le frasi più discriminatorie che le ragazze si sentono dire quando si apprestano a praticare questo sport come “il calcio non è uno sport per ragazzine” o “vengono i polpacci grossi”. Alla presentazione della campagna, avvenuta ieri a San Siro, erano presenti anche Roberta D’Adda e Sara Gama due difensori del Brescia che hanno accolto con favore il lavoro svolto dalla Federazione e Fondazione Cannavò. “La possibilità concessa ai club maschili” – spiega la Gama – “di apparentarsi con quelli femminili, come succede in altri Paesi tra cui la Francia dove ho giocato, e l’obbligo del tesseramento delle Under 12 da parte della FIGC sono un veramente un buon inizio”.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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