0

Federazioni sportive, nessun capo donna: si prova a cambiare con la boxe

0
0


Si terranno questa mattina le elezioni per i consiglieri federali della Fpi e per la prima volta tra i candidati c’è anche una donna: Maria Moroni, prima tesserata italiana della disciplina.

Le Pari Opportunità nelle dirigenze delle federazioni sportive italiane non sono una priorità. Lo si capisce tenendo conto del fatto che nessuna delle 40 federazioni sportive del nostro paese è guidata da una donna; stessa storia per gli enti di promozione sportiva. Mentre le consigliere, Coni compreso, si contano sulle dita delle mani. Si prova, però, a cambiare e lo si fa con quello che può sembrare lo sport maschile per eccellenza, la boxe.

Maria Moroni si presenta, così, come prima donna candidata consigliere in quota societaria. “Il pugilato femminile italiano è in ascesa, ma solo sul ring – ha dichiarato la Moroni -. Nella boxe, come negli altri sport, i posti che contano sono occupati solo da uomini. Basti pensare che negli schieramenti presentati dai candidati presidente per le prossime elezioni, non c’è nessuna donna nei ruoli dirigenziali”. E di fatti, non solo le candidature alla presidenza sono solo maschili, ma tra i nomi non spuntano donne dirigenti; Alberto Brasca, presidente uscente, non ha presentato una lista. Vittorio Lai, attuale vicepresidente, ha presentato una lista inserendo una sola donna in quota atleti. Mentre Andrea Locatelli, vicepresidente di Infront Italia, ha presentato una squadra di soli quattro uomini.

 

 

La candidatura di Maria Moroni

 

 

Maria Moroni, tre volte campionessa europea di pesi piuma, è stata la prima donna tesserata della Fpi dopo che l’agonismo femminile venne ufficialmente riconosciuto nel 2001 per decreto ministeriale firmato dall’allora ministro della salute Umberto Veronesi. La Moroni oltre alle medaglie porta con sé anche un’altra esperienza in politica sportiva: dal 2009 al 2012 è stata, infatti, la prima consigliera donna della federazione in quota atleti. Ma nella logica della politica sportiva un incarico da consigliera in quota societaria avrebbe un peso maggiore, anche se tutti i consiglieri hanno lo stesso diritto di voto.

L’importanza della quota rosa è innegabile e rientra nel concetto delle pari opportunità – ha dichiarato la Moroni motivando la sua candidatura -. Ma a livello di politica sportiva sembra ancora una lontana chimera. Confido nella capacità degli elettori nel saper scegliere una dirigenza dinamica e moderna, arricchita anche dal gentil sesso”.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *