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‘Fémmene’, Nunzia Schiano porta in scena l’ardore delle donne

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Nunzia Schiano dedica la sua arte alle donne e in compagnia di Myriam Lattanzio fornisce uno spaccato di donna forte, ma ironica. Tra un canto d’amore che attraversa Napoli e l’America Latina e piccoli radiodrammi tratti da “Nostra signora dei Friarielli” di Anna Mazza, scorrono durante lo spettacolo, immagini di donne che raccontano il significato dell’essere ‘fémmene’ ai tempi d’oggi.

 

 

Fémmene: delicatezza, amore e violenza del mondo femminile in scena

 

 

Al Teatro Bolivar di Napoli Nunzia Schiano si conferma un talento partenopeo capace di uscire dai soliti clichè di attrice del Sud e di mostrare in palcoscenico, tecnica, cambi di tono ed espressione pieni di colore e all’altezza solo dei grandi professionisti.

Al teatro più che al cinema, la Schiano rivela il suo immenso bagaglio artistico fatto di provini, calpestii di tavole da palcoscenico ed anni di gavetta. Da donna riesce dunque a raccontare l’universo di mogli, madri e lavoratrici, con sensibilità e commozione intrise da vis comica ed autocritica, prerogativa vincente dell’universo femminile.

In un monologo toccante la Schiano recita: “Fémmene sono le donne che vedono con mille occhi nascosti, quelle che sognano a colori. Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro. Sono quelle che quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita. Fémmene, siamo l’altra metà del cielo, chella ca mantene sta terra e addò s’appoja o’ cielo pe nun cadè”.

Le “femmine” di oggi sono vittime di sessismo, preconcetti e violenze fisiche o verbali. Sono il motore della vita che dà sale anche alle sofferenze, conferendo ad esse una nuova chiave di lettura. Così la Schiano sdrammatizzando, parla della “signora dei friarielli” che incassa colpi di ogni genere (cambio religione di una figlia, omosessualità del primogenito, relazione della sorella con un musulmano), imparando successivamente a scoprire anche in questi colpi di scena, la bellezza della vita, quella a cui solo una donna sa ridare il sapore della dolcezza, come recita lei sul palco.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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