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Festival del cinema di Venezia, la Bergamasco da madrina pensa ai terremotati

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Sonia Bergamasco prossima madrina della Mostra del cinema di Venezia. L’attrice italiana, eterea e di classe, intende coniugare quest’anno cinema, cultura e solidarietà. Sonia non vuole dimenticare le vittime del terremoto di Accumuli e Amatrice, perciò dichiara: “Stare in un posto di cultura sì ma anche di festa e glamour in questi giorni è un po’ come stare nel posto sbagliato nel momento sbagliato”.

 

 

Sonia Bergamasco, le dichiarazioni della madrina del Festival di Venezia

 

 

Sonia Bergamasco è ben contenta di aprire il Festival del cinema di Venezia. L’occasione per imparare nuove cose le sembra davvero ghiotta: ”Ho deciso di rimanere tutto il periodo per ‘approfittare’ del festival e di quello che offre, ci sono tantissime cose da vedere che mi interessano e non intendo perderle”.

L’attrice milanese non perde tempo e fa in modo che il suo ruolo da madrina abbia un senso più profondo: ”E’ chiaro che il clima è questo, come possiamo far finta di niente? Nella serata inaugurale del Festival cercherò di esprimere tutta la nostra vicinanza ai terremotati, non sarà una serata come un’altra. Venezia 73 resta la festa del cinema mondiale che non dimenticherà un pensiero per il dramma del sisma”. Le sue parole sensibilizzano l’organizzazione, tanto che la Biennale ha annullato la cena inaugurale, predisponendosi ad organizzare gesti concreti di solidarietà.

A 50 anni Sonia ha due figlie (Maria e Valeria), nate dall’unione con un collega, l’attore Fabrizio Gifuni. Diplomatasi al conservatorio in pianoforte, la madrina veneziana ha scelto poi di dedicarsi alla recitazione: ”Dalla musica ho proseguito con il teatro e poi con il cinema. Non mi va di scegliere. Il mio mestiere è l’attrice, interpreto, avendo un rapporto osmotico con le mie passioni che sono il teatro e la musica. Da attrice non posso prescindere dal repertorio musicale. Sono onorata di essere a Venezia; sono una spettatrice curiosa, con la voglia di scoprire che non passa ma anche con una passione per i film del passato che rivedere”.

Dopo Venezia Sonia sarà impegnata al Piccolo che l’ha vista calcare il suo palco al debutto al fianco di Giorgio Strehler: “Il 21 marzo debutto alla regia in una nuova produzione del Piccolo, e non sarò in scena. Il testo è Louise e Renee che Stefano Massini ha liberamente tratto dalle “Memorie di due giovani spose” (1842), unico romanzo epistolare di Balzac e le protagoniste sono Isabella Ragonese e Federica Fracassi’‘.

La Bergamasco, che ha lavorato con Strehler, Carmelo Bene, Massimo Castri, Glauco Mauri in teatro, Bertolucci, Marco Tullio Giordana al cinema, quest’anno ha vissuto un boom di popolarità con la pellicola di Checco Zalone Quo vado, che descrive come una bellissima esperienza. Divenuta nota al pubblico con le serie televisive Tutti pazzi per amore, Il commissario Montalbano, Sonia ammette: “Sono state occasioni che ho colto come una cosa che poteva andare o non andare, chiedendomi io per prima se ero la persona giusta”.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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