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Figli orfani di crimini domestici: quale tutela?

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È in corso di esame in commissione giustizia della Camera la proposta di legge inerente “Modifiche al codice civile, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani di crimini domestici”, presentata il 21 aprile 2016. Essa nasce dall’esigenza di garantire maggiore tutela ai figli orfani di un genitore quando sia stato il coniuge a ucciderlo, al fine di accelerare i tempi del risarcimento del danno e intervenire sull’istituto dell’indegnità a succedere per evitare che, nonostante il grave crimine commesso, il genitore colpevole possa concorrere all’eredità del coniuge, a danno dei figli. Inoltre, la proposta di legge intende modificare l’istituto del sequestro conservativo per rafforzare la tutela degli orfani del genitore ucciso dal coniuge rispetto al loro diritto al risarcimento del danno.

Infine, la proposta di legge estende quanto previsto dalla legge n. 125 del 2011, che ha escluso dal diritto alla pensione di reversibilità o indiretta i familiari superstiti condannati, con sentenza passata in giudicato, per omicidio del pensionato o dell’iscritto a un ente di previdenza. Analogamente a quanto previsto per l’indegnità a succedere, la proposta di legge intende sospendere il diritto alla pensione di reversibilità a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio dell’indagato, anticipando così gli esiti della sentenza di condanna.

 

 

Gratuito patrocinio in favore delle vittime

 

Le donne vittime di violenza e i figli orfani di crimini domestici, possono essere rappresentati in giudizio qualora non abbiano sufficienti mezzi economici per poter far fronte ai costi di un processo.

L’introduzione del comma 4-quater dell’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.115 del 2002, in materia di spese di giustizia, consente che il gratuito patrocinio a spese dello Stato sia esteso ai reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale anche in danno di minori, atti persecutori e stalking, pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili.

In particolare per “i figli minorenni, maggiorenni non autosufficienti o maggiorenni fino all’età di ventisei anni, del coniuge vittima del reato di cui agli articoli 575 e 577, secondo comma, del codice penale possono essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, anche in deroga ai limiti di reddito previsti, applicando l’ammissibilità in deroga al relativo procedimento penale e a tutti i procedimenti civili derivanti dal reato, compresi quelli di esecuzione forzata tanto al procedimento penale relativo all’omicidio del coniuge, quanto a tutti i procedimenti civili derivanti dal grave reato”.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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