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Flamenco: la personale di Regina De Luca celebra la danza più famosa al Mondo

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Passione, calore, sentimento: sono questi gli aggettivi che si associano più spesso al flamenco. La danza spagnola – che in Italia ha avuto il suo momento di maggiore splendore a cavallo degli anni ’90 grazie al ballerino Joaquín Cortés – è capace come nessun’altra di evocare stati d’animo così forti. I palos, gli stili musicali del flamenco, immergono in pochi attimi chi li ascolta nelle atmosfere degli antichi callejònes (vicoli, ndr); il corpo segue il suono, le mani si allungano come ad afferrare qualcosa di lontano, le dita fremono nervosamente.

 

La nobile arte del flamenco racchiusa in immagini senza tempo

 

Catturare gli istanti di questa tensione non è semplice, trasmetterli in immagini è capacità di pochi. Regina De Luca ci è riuscita: fotografa napoletana di nascita ma “madrilegna” di adozione, è da sempre interessata a ricercare le origini profonde dell’aspetto religioso e musicale delle usanze tradizionali del popolo andaluso. Sua la personale dal titolo “Dioniso – Il Chiaroscuro”, promossa dall’associazione l’Agapè in collaborazione con ADIM – Agenzia di Informazione Mediterranea e curata da Amelia Focaccio, visitabile presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici fino al 14 ottobre: 12 lavori presentati in due diversi formati, su carta fotografica e in acquaforte, riprodotti attraverso incisione e portati in rilievo a cura degli alunni dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Vera novità della mostra, la sezione dedicata ai non-vedenti, che potranno conoscere le opere dell’artista attraverso la presentazione di foto tattili realizzate da  Fiorella Formisano e Carla Di Feo.

Protagonista degli scatti, il famoso ballerino Cristian Almodovar. “Quando penso a ciò che ho fatto mi viene in mente la parola ‘illusione’” – ha spiegato la De Luca nel corso della presentazione inaugurale –. “Le illusioni, che in italiano hanno quasi sempre una connotazione negativa, in spagnolo trovano invece anche una valenza bella. Ecco, credo che nella vita mantenere il filtro delle illusioni sia fondamentale e spero che questo traspaia anche attraverso le foto”.

Particolarmente soddisfatto il presidente dell’Unione Ciechi Mario Mirabile, secondo cui – con l’arte tattile – si contribuisce ad abbattere i pregiudizi nei confronti dei non vedenti: “E’ chiaro che non avere il dono della vista sia un problema ma, messa nelle giuste dimensioni, anche una persona con disabilità può approcciarsi al mondo della pittura, della scultura o, come in questo caso, della fotografia”.

Alla serata erano presenti, tra gli altri: Luciano Romano, fotografo napoletano, l’artista e scultore Lello Esposito, lo psichiatra Adolfo Ferraro, la giornalista Natascia Festa. Le conclusioni – un punto di domanda sul quale ciascuno è chiamato a riflettere – sono state affidate alla psicoterapeuta Annamaria Santangelo, presidente dell’associazione L’Agapè: “A cosa serve l’arte se non a rappresentare meglio le tematiche delle emozioni?”

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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