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“Follow the women”: in Libano donne in bicicletta per la pace in Medio Oriente

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Si è svolta nuovamente quest’anno la corsa in bicicletta “Follow the women, women for peace” (Seguite le donne, donne per la pace, ndr). Una corsa di 50 km da Tripoli a Biblos, in Libano , che ha unito 120 donne provenienti da 16 diversi paesi.

 

 

“Follow the woman” è rimasta ferma molti anni proprio a causa della guerra

 

 

A creare la manifestazione è stata una donna inglese, Detta Regan, che nel 2004 ha dato vita a “Follow the women, women for peace” con la grande idea di portare donne provenienti da diverse parti del Mondo a pedalare tra Libano, Siria, Giordania e Palestina; un modo per far conoscere alle altre donne la reale situazione di quei territori, perché potessero raccontare quello che avevano conosciuto in prima persona eliminando i pregiudizi e dare, magari, vita a un dialogo che potesse aiutare a cambiare la situazione del Medio Oriente.

Dal 2013, a causa della guerra civile in Siria, la maratona ciclistica non si è svolta, il percorso originario era impraticabile. Quest’anno la Regan ha deciso di far riprendere l’esperienza anche se con un percorso accorciato e per una sola settimana. Unica meta della pedalata il Libano, una 50 km da Tripoli a Biblos con donne provenienti da 16 diversi paesi: europee (tra cui 5 concittadine), ma anche iraniane e israeliane e siriane, musulmane e cristiane senza alcuna differenza. “Per venire qui c’è voluto coraggio. Tutte voi siete state coraggiose. Avete resistito a quelli che vi dicevano di non venire perché era pericoloso, perché c’era la guerra“, così ha incitato Detta le proprie compagne di viaggio alla cerimonia di inaugurazione che si è tenuta il primo di ottobre a Tripoli.

E di coraggio quelle donne ne hanno avuto davvero, perché in Libano la guerra ancora imperversa e allora tra km macinati in bicicletta, ma anche momenti di aggregazione nelle varie tappe, ci si rende conto della presenza dell’esercito, degli uomini in fucile che scortano le donne lungo tutto il percorso. Ma alle cicliste non importa, non sono incoscienti ma sanno che per cambiare le cose occorre andare oltre la paura.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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