Immagine
CboLnVEUEAAFbA0
kesha
960
Kesha-Desktop-Wallpaper
0

#FreeKesha: l’hashtag a sostegno della pop star costretta a lavorare con il suo stupratore

0
0


Nel 2014 iniziava la battaglia di Kesha per rescindere in anticipo il contratto firmato con la casa discografica di Dr. Luke. La cantante denunciò il produttore discografico per abusi verbali e per violenza sessuale, chiedendo anche di interrompere il contratto che aveva firmato con la Sony Music: casa discografica che prese subito le difese del produttore.
Le sue parole furono forti e colpirono molti : “L’industria della musica ha aspettative irrealistiche su come un corpo dovrebbe essere e ho iniziato a diventare eccessivamente critica del mio corpo proprio a causa di questo. Mi sembrava come se le persone fossero sempre in agguato, pronte a scattarmi foto con l’intenzione di criticarmi, stamparle e farmi apparire orribile” – dichiarò Kesha -“Mi sentivo una bugiarda, dicendo alla gente di amare se stessi così come sono, mentre provavo odio per me stessa e stavo davvero male con il mio corpo. Volevo controllare cose che non erano in mio potere, io stavo controllando l’ordine sbagliato delle cose. Mi ero convinta che essere malata, magra fosse parte del mio lavoro. Sembrava farmi sentire più sicura, in qualche modo.”
Dall’entourage della star venne sottolineato come questa causa fosse “ uno sforzo sincero di Kesha per riprendere il controllo della sua carriera musicale e la sua libertà personale dopo aver sofferto per 10 anni come vittima di una manipolazione mentale, abuso emozionale e violenza sessuale da parte di Dr. Luke

 

IL VERDETTO

 

A distanza di due anni, dopo il rinvio del giudizio alla Corte d’appello di New York, è di queste ore la notizia che il giudice ha sentenziato l’assenza di prova effettiva delle accuse avanzate da Kesha e che, pertanto, come da contratto, la pop star non potrà registrare musica indipendente o sotto la supervisione di altri discografici.
All’uscita dall’aula dopo la lettura del verdetto la cantante è apparsa provata. E’ bastato poco perché si scatenasse l’indignazione dei fans e si avviasse una campagna social affinchè si possa ottenere la liberazione dal contratto in altro modo. Anche colleghe come Ariana Grande e Lady Gaga sui propri profili Twitter hanno dichiarato tutto il loro appoggio ed affetto a Kesha.
La storia recente insegna che a volte una campagna social ti distrugge più di un verdetto della Corte Marziale… restiamo a guardare cosa avverrà questa volta.

Diana Ferrara Ama le lingue e i viaggi “on the road” auto-organizzarti, alla scoperta dei piccoli gioielli del Mondo. Sogna di diventare magistrato. Nel frattempo, si divide tra la frenesia della città e la casa in campagna, nella quale si rilassa con un buon libro tra gli alberi da frutta.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *