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“Fuggita dall’Isis”: la storia di Sophie, tra i terroristi

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L’esperienza dell’Isis raccontata da una donna. Sophie Kasiki descrive il regime del Califfato, fatto di finta morale, estremismo e plagio. La 34enne francese, nel libro ‘Fuggita dall’Isis’, parla del suo ingenuo avvicinimento al Califfato e della successiva e amara presa di consapevolezza della vera vita vissuta a Raqqa, roccaforte dell’Isis.

 

Sophie, la donna che ha detto ‘NO’ all’Isis

 

Ha dedicato alcuni mesi della sua vita all’Isis, poi è fuggita. Convinta di andare a lavorare nel reparto maternità di un ospedale, Sophie Kasiki si era unita al Califfato, portando con sè il figlio di 4 anni. Osservata da vicino la verità, Sophie è scappata e rientrata in Francia, dove ora racconta ciò che ha visto e vissuto.

Tra le 220 francesi che si sono unite al Califfato, la 34enne si è salvata ed ora parla al mondo di uomini armati che sparano all’impazzata, lasciando a terra civili, donne e ragazzi innocenti. Califfato, Jihad, Terrorismo, Burqa, sono parole che Sophie usa spesso, sulla base di esperienze vissute sulla sua pelle da febbraio a novembre 2015.

A Parigi facevo l’assistente sociale in una banlieue ed ero entrata in contatto via Skype con tre ragazzi che erano partiti per la Siria, dei ventenni che avevano decisodi unirsi all’Isis. Volevo convincerli a tornare, invece sono stati loro a persuadermi ad andare laggiù, con la scusa di lavorare nel reparto maternità di un ospedale. Mio figlio aveva già conosciuto quei ragazzi a Parigi ed erano molto gentili con lui, ci giocava spesso. Quando li ha rincontrati in Siria, inizialmente, mio figlio ha continuato a giocare con loro, ritenendoli amici. Poi, quando ho manifestato apertamente il desiderio di tornare a casa, il loro atteggiamento è diventato aggressivo nei miei confronti, mi hanno portato via il telefonino e isolato”. Le parole di Sophie sono chiare. L’Isis è un finto amico della gente, che recluta anime disposte ad immolarsi per una causa apparentemente giusta.

Fuggiti dalla prigione in cui erano stati rinchiusi, Sophie e il bambino si sono messi in viaggio per scappare dall’inferno di Raqqa. La donna si era fatta ingannare da quei ragazzi che l’avevano convinta ad andare in Siria. Lei, di educazione cristiana, dopo essersi convertita all’Islam, ha scelto di non essere più musulmana. Ha visto l’orrore dell’Isis che plagia e distrugge l’anima ed ha scelto di voltargli le spalle con coraggio, divulgando la sua storia al mondo, perché sia da monito.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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