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Gea Martire in ‘Mulignane’: intervista dedicata alle donne

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E’ napoletana ed ha la carica scenica dirompente tipica dell’attrice partenopea. Gea Martire interpreta i ruoli femminili in modo ironico, introspettivo. Dopo aver lavorato con famosissimi registi quali Carlo Verdone, Ettore Scola, Dino Risi, Mario Monicelli, Ferzan Ozpetek, attualmente nelle sale cinematografiche con il film ‘Una buona uscita’ di Enrico Iannacone, Gea è in scena al Teatro Sancarluccio di Napoli il 19, 20 e 22 maggio, con lo spettacolo ‘Mulignane’, vietato ai minori di 14 anni, diretto dalla regia di Antonio Capuano.

La Martire racconta in chiave comica una storia di donna, vittima di sè stessa e delle proprie insicurezze, arida perchè non amata e autocostretta al meccanismo della soggiogazione. Nel suo personaggio ragazze e signore si ritrovano, scoprendo lati sottili della psiche femminile che spesso si sottovalutano. La ‘mulignana’ da pianta secca, livida, può rinascere solo se si conosce e scopre la propria forza femminile, che deve rifuggire dal vittimismo e dal ripiegamento sterile su sè stessa.

 

Gea Martire parla in esclusiva alle lettrici di LadyO

 

Gea, ‘Mulignane’ rappresenta l’insicurezza interiore delle donne. A suo avviso, quali sono i paradigmi della complessità femminile?

Si riconducono sicuramente a una storia e a una stratificazione culturale della quale siamo tutti quanti prigionieri. La condizione della donna è determinata dalle vicende dell’uomo, dalle conquiste, dalla necessità di potere ed è il risultato di processi che chiaramente hanno voluto relegarla in una condizione di assoggettamento, perchè qualcosa della struttura sociale, così come è determinata, possa funzionare meglio.

Il personaggio che interpreta, alla fine del suo monologo-racconto, prenderà consapevolezza della sua personalità e del valore della femminilità?

Si, alla fine accadrà. Ma quella è una cosa che non basta, perchè quando hai acquisito la consapevolezza, devi fare in modo che si metta in atto e sviluppi un cambiamento, una diversità nel corso della tua esistenza. Le consapevolezze, finchè restano teoriche non servono a nulla; è usarle che diventa complicato. Nel mio monologo parlo delle conquiste che la donna ottiene con sè stessa nel personale, per poi essere reale, concreta e fattiva nelle lotte che possono riguardare il quotidiano o il sociale.

Crede che l’interazione femminile possa essere la “manna dal cielo” che fa uscire un’altra donna dalla sua trappola interiore?

Non credo questo. Penso che qualunque circostanza della vita che riguardi l’esperienza con l’esterno, fatta di un incontro con un uomo, un’amica, un datore di lavoro, una guida spirituale, può servire a smuoversi, ma questo è possibile solo se tu hai in te la voglia, la necessità di mutare questa condizione. Puoi incontrare anche il Padre Eterno, ma non cambi se non lo vuoi, e resti sordomuta. La donna di cui parlo è una signora in difficoltà che non ha tutte le caratteristiche che oggi si richiedono perchè una persona si affermi: è brutta, timida, non ha aspirazioni di carriera, di ricchezza; è ripiegata sul suo intimo e ha difficoltà a relazionarsi con l’esterno.

Cosa smuoverà la situazione del suo personaggio?

La smuoverà l’incontro con un uomo violento che la cerca e la vuole solo per una relazione sessuale, perchè la ritiene particolarmente adatta a soddisfare i suoi gusti sadomaso ed essendo lei una donna molto dimessa, propensa ad assoggettarsi, nel linguaggio sadomasochista risulta una ‘sub’ perfetta. Questa esperienza le servirà per fortuna a scuotersi ed uscire fuori nella sua parte più agguerrita e determinata all’autoaffermazione.

Quali sono i lividi da ‘mulignana’ interiori delle donne? Le è capitato poi di incontrare nella vita storie che l’ hanno fatta riflettere sulla condizione femminile?

Quando vado in scena con ‘Mulignane’ ci sono molte donne che mi vengono a incontrare e parlare perchè restano colpite dal monologo che può riguardare l’esperienza personale vissuta realmente. Sono consapevole che spesso una donna non bella, brillante, cose che oggi hanno un peso più decisivo rispetto al contenuto, si sente messa da parte, derisa, ignorata e vive un problema di autostima. Perciò se non risolvi prima con te stessa i tuoi limiti, è difficile che all’esterno tu faccia uscire ciò che sei. Una donna di carattere, coraggiosa, che ha qualcosa da dire, affermando se stessa, sarà comunque una donna apprezzata.

Attraverso il teatro si possono educare le donne?

E’ un mio desiderio, ma un’impresa difficilmente realizzabile. Il mio intento è di programmare una serata spettacolo per le Associazioni femminili. Oggi c’è più l’attenzione rivolta alla violenza sulle donne in termini fisici, ma io parlo della violenza che una donna può fare a se stessa, perchè ritengo che il peggior nemico di noi stessi siamo appunto noi stessi. Il teatro ha una funzione sociale, catartica e in questo caso ho trovato tante donne rimaste scosse perchè si ritrovano in una vicenda come quella raccontata da ‘Mulignane’, in cui le signore hanno scarsa conoscenza di se e si demoliscono prima che lo facciano gli altri.

Se le venisse affidato un incarico politico sulle pari opportunità, quale provvedimento metterebbe in atto?

Ricerco nel mio lavoro e nel privato e inciterei a che tutte lo facessero, il dialogo, l’ incontro. Lavorerei sul senso di insieme ed appartenenza che crea squadra, che spinge a ricercare lo spirito collettivo per trovare il modo di conquistare determinate cose. La politica ci ha portato a un individualismo estremo, che è sempre perdente.

Potendo sintetizzare con una massima il lavoro di ‘Mulignane’, quale sceglierebbe? 

La mulignana è un apostrofo viola tra le parole “t’accir”, nel senso che i lividi che derivano dalle botte, dalle mortificazioni, portano alla morte della tua dignità, della tua bellezza di essere umano. Ognuno deve sempre proteggere la poesia dell’umano.

 

 

 

 

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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