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“Gender gap” scientifico: le matematiche sono troppo poche

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Progetti, calcoli e provette non attraggono le donne. È di queste ore, infatti, il risultato di una ricerca che evidenzia quanto appena il 5% delle adolescenti immagina per se stessa una carriera in campo scientifico. Guardando al numero di neolaureati in matematica, fisica o ingegneria, il gentil sesso rappresenta un misero 20% del totale. Non è tutto: si stima che nel 2020 rimarranno scoperti circa 850mila posti di lavoro “hi-tech” per insufficienza di personale.

Eppure, il settore dell’Information technology garantisce oggi al 78% dei propri addetti un posto di lavoro a tempo pieno ed è stato dimostrato che le donne, quando si impegnano, riescono meglio dei colleghi uomini. Le ragazze sono più inclini al problem solving, al multitasking, alla gestione dei rapporti interpersonali e al lavoro di squadra. Inoltre, sono anche più creative e propense all’innovazione, caratteristiche imprescindibili  per chi si affaccia agli studi STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

Per cercare di porre rimedio al ‘gender gap’, al Must di Milano ha preso il via il progetto Hypatia. Ispirato già dal nome all’astronoma greca Ipazia, vissuta ad Alessandria d’Egitto tra il IV e il V secolo d.C., ha come scopo creare un hub italiano sul tema “genere e STEM” mettendo in relazione via Internet insegnanti, scuole e musei di diverse città italiane per sviluppare nuovi metodi didattici. In campo, iniziative utili a diffondere la bellezza della scienza tra i ragazzi e, in special modo, tra le ragazze: obiettivo, arrivare a 250mila studenti, stabilendo con loro incontri ed attività anche ‘live’, per cambiare approccio alla materia e per invogliarli ad approfondire queste tematiche.

In Italia, il coordinatore del progetto sarà il Museo della Scienza e della tecnologia di Milano, impegnato da anni nella sensibilizzazione rispetto alle tematiche dell’inclusione di genere e dell’orientamento alle carriere tecnico-scientifiche che fornirà direttamente strumenti ai ragazzi e agli insegnanti.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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