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Genitori e bullismo: come prevenire il problema

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Bullismo e ragazzi. Il problema cresce negli anni e a farne le spese sono spesso i genitori, inconsapevoli fino ad un momento prima di quanto stesse succedendo ai propri figli (o di quanto il figlio stesso ne fosse responsabile). Non a caso febbraio è il mese in cui si celebra il Safer Internet Day, la Giornata Mondiale per la sicurezza in Rete. Quest’anno, per l’occasione, in Italia il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha lanciato una nuova campagna contro il cyberbullismo. Come può allora un genitore capire se il figlio è un bullo? Ecco le regole da seguire!

 

Bullismo: mamma e papà  siate detective!

 

Mamma e papà responsabili attraverso l’educazione, del comportamento del figlio. Come capire se il proprio ragazzo è un cyberbullo? Impariamo prima a prendere consapevolezza di chi sia realmente un bullo. Il bullo, contrariamente alle apparenze, non è una persona forte e sicura di sè, pertanto va aiutato e non condannato. I genitori, in caso di comportamenti violenti di un figlio, hanno il dovere di fargli riscoprire l’amore. Come? Testimoniandolo!

Quali sono i campanelli d’allarme che un genitore deve sentir suonare, per scoprire se il figlio è un bullo o meno? Se è spesso nervoso e impulsivo, silenzioso, potrebbe covare un risentimento, aspettando la possibilità di esercitare il proprio potere, riscattandosi.

Attenzione agli abusi verbali! Sottomettere il ragazzo con rimproveri eccessivi, umilianti, lo spingono al desiderio inconscio di sviluppare un potere personale pieno e rispettoso, all’esterno, nel gruppo dei pari. I ragazzi si sentiranno legittimati a rubare la stima dei più deboli, inserendosi in cattive compagnie, che possono infondergli forza e permettergli di agire. Il genitore deve controllare che compagnie frequenta il proprio figlio, non soffocandolo.

Se un ragazzo resta sveglio fino a tardi per usare pc e smartphone, monitorate  cosa cerca in rete! L’eccessivo tempo trascorso su chat o sui social, educa gli adolescenti a un potere manipolativo, virtuale e impersonale che li spingono a ricrearsi un proprio spazio, non rispettando le regole.

Il bullo è spesso un ragazzo con educazione carente, che non ha subìto in casa l’intrervento dei genitori davanti a norme violate. Se poi il ragazzo ha uno scarso rendimento scolastico, spesso è frutto dell’ istigazione del gruppo, implicita ed esplicita, che da l’idea al bullo che non occorre impegnarsi nello studio per ottenere dalla società una gratificazione, che invece con minacce e comportamenti analoghi, diventa più immediata.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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