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Gli Emirati Arabi puntano sulle donne: 8 nuove ministre

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Si conferma l’impegno degli Emirati Arabi nell’emancipazione femminile e della svolta per quanto riguarda l’integrazione delle donne anche nei vertici del potere. Se infatti a settembre 2015 Hid Abdul Aziz al Owasis era stata la prima donna araba ad essere invitata alle Nazioni Unite in rappresentanza dei 7 emirati e a novembre dello stesso anno Amal al Qubaisi era stata nominata a capo del consiglio federale, entrando nella storia come prima donna presidente di un parlamento arabo, questi primi mesi del 2016 non sono meno ricchi di piacevoli sorprese al femminile.

Nella giornata di ieri infatti è stato annunciato con una serie di tweet da parte del primo ministro Sheik Mohammed Bin Rashid Al-Maktoum – che è anche il governatore di Dubai – la formazione del nuovo esecutivo. Su 29 ministri ben 8 sarebbero donne, la cui età media si aggira intorno i 38 anni.

 

Le nuove ministre: alcuni nomi

 

Si chiama Ohoud Al Roumi il nuovo ministro della Felicità. Aveva già avuto una carica precedentemente come direttrice dell’Ufficio Consiglio dei ministri. Sul tweet del primo ministro Bin Rashid si può leggere: “La felicità non è solo un desiderio nel nostro Paese. Ci saranno piani, progetti, programmi e indici. Sarà parte del lavoro di tutti i ministeri”.
Responsabile del dicastero della Gioventù è invece Shamma Al Mazroui, giovane ventiduenne che vanta un master a Oxford.
C’è poi Lubna al-Qasimi, nuovo ministro della Tolleranza ma già nota in passato come ministro della Cooperazione e dello Sviluppo Internazionale.
Dunque gli Emirati Arabi si muovono in prima linea non solo per il riscatto dell’immagine della donna araba, ma anche per quello dei valori della loro cultura, sottolineando l’importanza dei valori della felicità e della tolleranza, dei quali c’è un bisogno fondamentale in questi momenti di tensione internazionale.

Giulia Mirimich Amante della letteratura, aspirante giornalista con una passione smisurata per Parigi, i gatti e la pasticceria.

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