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Go Topless Day: la manifestazione delle donne che chiedono di mostrare liberamente il seno

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Donne che sfilano e manifestano per la libertà di poter mostrare senza inibizioni il proprio seno. Anche per quest’anno, domenica 28 agosto, migliaia di donne in diverse città degli USA (ma anche in altri Paesi) hanno sfilato a seno scoperto in occasione del Go Topless Day, giornata nata per chiedere al governo statunitense la possibilità per le donne di andare in giro a seno scoperto proprio come è permesso agli uomini, liberi di girare a torso nudo. Quando nel 1971 il governo statunitense istituì per il 26 agosto la giornata nazionale dell’uguaglianza delle donne, le attiviste del Go Topless Day hanno deciso di istituire questa giornata nella domenica più vicina a quella data, che quest’anno è capitata il 28 di agosto. La più importante delle manifestazioni si è tenuta a New York, dove in migliaia (anche uomini) hanno sfilato rigorosamente a seno scoperto. Nadine Gray, a capo dell’associazione Go Topless, ha riferito al The Gardian di sperare che eventi come quello della scorsa domenica possano contribuire ad eliminare il tabù del topless e delle donne che mostrano il proprio seno. La Gray ha soprattutto sottolineato la differenza di approccio alla manifestazione che si è tenuta nelle diverse città statunitensi: “A New York abbiamo celebrato il diritto alla libertà di girare a seno nudo – ha raccontato la Gray -. Ma in molte altre città è stata una protesta per il fatto di non poterlo fare“. Di fatto, nella maggior parte dei 50 stati le donne possono liberamente girare in topless ma in altri come l’Indiana, lo Utah o il Tennessee la pratica è illegale.

 

 

Quel gesto di protesta

 

 

Un gesto, quello del mostrare il seno, che ha sempre avuto una forte connotazione di protesta, fin dalla seconda metà del Novecento quando, con il femminismo, mostrare il seno era visto come un segno di liberazione per la donna dal reggiseno, indumento considerato oppressivo. Sempre riguardo la libertà di mostrare liberamente il seno, tra il 2014 e il 2015 ha avuto grande eco la campagna Free the nipple in cui numerosi attivisti e personalità pubbliche hanno sostenuto la libertà per la donna di mostrare i propri capezzoli. Una campagna che ha fatto molto discutere soprattutto perché alcuni social censurarono le immagini delle attiviste.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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