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“Grima”, una nuova emozione nel nostro vocabolario

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In tanti abbiamo sentito sfregare il gesso sulla lavagna o il coltello stridere nel piatto in cui mangiamo e quella sensazione di brivido mista ad un vuoto di stomaco da oggi ha un nuovo nome. Si chiama “grima” ed è un termine di derivazione spagnola. Tradotto in italiano, indica grosso modo il ribrezzo, ma qualifica qualcosa in più, perché considerato emotivamente intenso.

 

 

Gesso sulla lavagna, la causa di tutto in una nuova emozione

 

 

E’ un fastidio che al solo pensiero si rinnova. Unghie o gesso che graffiano la lavagna o il coltello che “graffia” il piatto fanno rabbrividire. Il fenomeno è così comune che un team di esperti spagnoli e tedeschi delle Università di Madrid e Konstanz hanno deciso di studiarlo separatamente, lasciando poi convogliare i risultati del loro lavoro. Le ricerche comparate hanno dimostrato che la “grima” è una sensazione diversa dal disgusto, perchè suscita contemporaneamente una reazione negativa a livello mentale, uditivo e in parte cutaneo. In pratica, la grima coinvolge tutta la persona, scatenando ansia, nervosismo e, in casi estremi, addirittura attacchi di panico!

I risultati dello studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Psychology, sono frutto dell’esito che i suoni sgradevoli quali l’odioso gesso graffiante, provacono sulla gente comune. La grima è un’esperienza emotiva che può però essere controllata e in parte frenata col pensiero, se affidata a cure psicologiche. Lo stimolo sonoro è infatti derivante da una mistione di frequenze acustiche irritanti per il nostro udito. A quanto pare questa condizione, risulta ancestrale e comune proprio a tutti.

Nonostante molti linguaggi non abbiano una parola nel proprio vocabolario per esprimerla, questa sensazione irritante prende ogni essere umano. Da oggi un nuovo prestito linguistico entra a far parte del nostro slang emotivo ed espressivo. Grima è un’emozione, sgradevole, ma applicata al “graffio” che stride dentro noi.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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