0

Hollywood: negli Studios solo il 19% di lavoratrici donne

0
0


Non sono solo polemiche di lungo corso: delle innumerevoli maestranze hollywoodiane solo una minoranza è di donne. Le lavoratrici sono, infatti, appena il  19% di chi sta dietro le quinte delle grandi produzioni cinematografiche a stelle e strisce – a dirlo è il Center for the Study of Women in Television and Film che, con report annuale, indaga la condizione lavorativa femminile nel mondo dello spettacolo.

Nello specifico, quello che viene fuori incrociando numero e genere di registi, sceneggiatori, produttori, editori, direttori della fotografia e altre maestranze hollywoodiane è che il ruolo più accessibile per le donne negli Studios è quello del produttore cinematografico (ad oggi almeno il 26% è donna), mentre risulta più difficile occupare un profilo amministrativo (ruolo che conta solo il 9% di donne) o realizzare il sogno di essere cineaste (solo il 6% di donne sul totale).

 

La crescita? Bassissima e affidata solo a grandi nomi

 

Il numero complessivo di lavoratrici nelle produzioni cinematografiche è, comunque, in aumento del 2% rispetto al 2014. Ma, avvertono dal Centro, non c’è da cantare vittoria. Non solo si è tornati indietro a una situazione che è uguale, almeno in cifre, a quella 2001 –e che mostra la staticità dell’industria hollywoodiana. Il 2015 è stato, in più, l’anno di due grandi successi di botteghino firmati da donne: “Cinquanta Sfumature di Grigio”, diretto da Sam Taylor-Wood, che ha incassato 570milioni di dollari in tutto il mondo e “Voices 2” di Elizabeth Banks con incasso globale di 287milioni di dollari. “È molto facile lasciarsi ingannare da alcuni casi di alto profilo –spiegano, così, i curatori del rapporto- e altrettanto facile è citare alcuni nomi di registe di alto o altissimo profilo e pensare ‘è tutto OK, le cose sono cambiate!’”.

Per questo, per avere risultati più realistici, il rapporto guarda annualmente al numero complessivo di lavoratrici donne nei diversi settori della macchina hollywoodiana. Per la stessa ragione, per la prima volta quest’anno, il Centro non ha preso in considerazione solo i film nella top 100 per incassi: allargando l’osservazione ai primi 500 film per dati d’incasso è stato possibile guardare, infatti, anche alla produzione di film indipendenti, dove il numero di lavoratrici donne aumenta di almeno sei punti percentuali –le produttrici donne sono qui circa il 21%.

Le previsioni per il 2016, infine? Fanno ben sperare. Con una serie di film di sicuro successo (“Kung Fu Panda 3”, “Bridget Jones 3”, “Underworld 5”) con regia femminile si prospetta, infatti, una maggiore presenza di donne anche dietro le quinte hollywoodiane.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *