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“Il Collezionista”. Racconti per sognare e per commuoversi

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Vi è mai capitato di inciampare in una storia?
A me, curiosamente, sì.
Camminavo frettolosamente, presa dalle mille cose da fare, in una giornata nuvolosa e tiepida. M’imbattei in un robivecchie col carretto di oggetti carichi di memoria, odore di muffa e rottami vari, cumuli di coperte stracciate e scatoloni vuoti.
Nella strettoia della strada, ci guardammo curiosi: passo io? Passi tu?, insomma muoviamoci, queste le parole non dette lanciate dagli occhi di entrambi. Almeno così mi parve. Mi spazientii dell’immobilità e forzai il mio passaggio, infilandomi tra il muro e l’uomo. Sentii qualcosa strisciarmi tra le mani, istintivamente ritrassi le dita e quel qualcosa mi cadde tra i piedi, facendomi inciampare.
Mi chinai a raccogliere dei fogli ingialliti; mi voltai per chiedere al robivecchie cosa fosse, ma era sparito. Un incontro che mi lasciò, lo scoprii più tardi, un dono prezioso.
Un racconto.
Una storia lituana.
Un regalo del tempo.

 


Collezionare memoria per non perdere la bellezza del tempo

 

Il Collezionista, racconto dello scrittore lituano Tomas Saulius Kondrotas,  parla di collezioni di tramonti e di albe; di barattoli e scatole vuote di tè, da riempire di colori e sfumature, di luci e ombre; una collezione da passare un giorno a qualcuno che sappia cercarne a sua volta, selezionarli e inscatolarli.
Per non perdere l’incanto della natura, i ricordi delle cose semplici, per non dimenticare le emozioni, per conservare quel che conta di più nella vita, la bellezza.
Il collezionista viaggia, guarda, si commuove, esplora, vive.
Barattoli da aprire per contemplare il tramonto di quel tale giorno e poi rimetterlo a posto, per poterlo fare ancora e ancora.
Atmosfera alla Borges, Il collezionista parla dell’inizio e della fine, e quindi del valore di tutto ciò che sta nel mezzo, ma suggerisce di fotografare dentro la propria capacità rievocativa, la folgorazione di ogni principio e la dolce malinconia di ogni termine. E quindi i motivi per cui abbiamo fatto una data cosa e quel che dentro e addosso, quell’esperienza ci ha lasciato.
In fondo, cosa conta di più? In fondo, ciascuno di noi può essere conosciuto, e riconosciuto, dalle aurore e dai tramonti che conserva dentro di sé.

Il Collezionista si trova in “Il collezionista di tramonti e altri racconti”, Tomas Saulius Kondrotas, Books&Company, 16 euro.

Francesca Laccetti Psicologa - psicoterapeuta, musicoterapista. Lavora con le famiglie e conduce laboratori di crescita personale con forme d'arte. Ha studiato canto, disegna e ama leggere e scrivere. Considera essenziali passione e apertura al cambiamento, per vivere bene.

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