0

“Il gioco dei frammenti di luce” di Alessandro Ligi

0
0


Parigi, un giovane appena emigrato e un quadro che cela un segreto, sono gli ingredienti de “Il gioco dei frammenti di luce”, una trama che si infittisce sempre più lungo lo scorrere delle pagine, attraversata anche da una vena di romanticismo e passione. Non manca, infatti, l’intreccio amoroso che coinvolge i protagonisti e che si rivelerà essenziale per la risoluzione del mistero legato al dipinto, regalando un po’ di emozione nel finale.
La storia si presenta proprio come una tela bianca che, pennellata dopo pennellata si anima, i colori si confondono e si illuminano fino ad armonizzarsi, la forma si definisce restituendo all’osservatore un’immagine non più deformata, ma una sintesi di dettagli vividi e corposi. Un progressivo snodarsi di eventi ed emozioni che instillano nel lettore un avido desiderio di scoprirne l’evolversi. Il tutto narrato in prima persona, annullando la distanza tra il protagonista e il destinatario della storia che, in questo modo, si sente ancor più coinvolto nella vicenda fino all’immedesimazione.

LadyO ne ha intervistato l’autore. Lui è Alessandro Ligi, ingegnere, imprenditore ed appassionato di scrittura, che ha deciso di assecondare il suo amore con questo romanzo d’esordio.

 

Nella tradizione greca si usava spesso il termine dáimon per indicare una sorta di spirito guida, concetto poi ripreso in particolare dalla psicologia archetipica di James Hillman e tradotto con destino, vocazione da realizzare, che può essere smarrita ma che torna sempre a farsi sentire. È successo anche a te qualcosa del genere con la scrittura? Il tuo dáimon è tornato a far sentire la sua voce? In che modo?
Quella di raccontare delle storie è certamente una esigenza profonda che ho percepito da sempre, tuttavia non era ancora riuscita a esprimersi compiutamente nella forma del racconto scritto. La forza della storia del “il gioco dei frammenti di luce”, la sua complessità e la molteplicità dei possibili temi da trattare, mi hanno fornito l’occasione per mettermi alla prova. È stata la storia a far riemergere il daimon. E, considerando anche i giudizi che i lettori, non posso che essere molto soddisfatto di questo.

 

Ogni storia inizia con le parole, le tue sono molto evocative a partire dal titolo “il gioco dei frammenti di luce”, che risulta sicuramente integrante, da cosa è ispirato?
I frammenti di luce rappresentano le esperienze che il destino si diverte a intrecciare come in un gioco che coinvolge la vita dei protagonisti del libro. Il titolo esprime pienamente la sintesi della storia, certamente non posso dire di più per non svelare troppi dettagli.

 

Nel romanzo ricorre anche il tema del difficile rapporto tra uomo e donna: entrambi rispondono ad esigenze differenti. Quanta verità attribuisci a questo conflitto primario che è al tempo stesso fonte dell’incontro e come pensi possa essere superato? E tu che rapporto hai con l’amore?
Io non penso che tra uomo e donna ci sia un reale conflitto, piuttosto modi profondamente differenti di vedere la vita. L’amore è proprio il momento in cui questo confronto diventa più intenso perché ci si apre completamente all’altro e quindi in cui le differenze riescono a produrre nuove consapevolezze. Ed anche la sofferenza, che spesso l’amore provoca, è causata dalle difficoltà di esprimersi liberamente e di essere pienamente riconosciuti ed accettati in questo meraviglioso confronto. L’amore è un tema centrale nel romanzo, in questo esprime bene la considerazione che esso ha nella mia vita.

 

Tutta la storia è permeata da un mistero che deve essere risolto, sveli qualcosa di più ai nostri lettori?
Il mistero è legato a un quadro, alle circostanze che hanno portato alla sua realizzazione e alle conseguenze che questo produce nel tempo. È compito di un giovane giornalista quello di riuscire a comprendere e risolvere il mistero, andando alla scoperta della vita e del segreto del pittore. Un segreto intimo e profondo, legato alle esperienze che il pittore ha fatto nella sua vita, che si risolve pienamente, com’è tradizione del romanzo giallo, solo alla fine del libro.

 

Non ci resta che scoprirlo! Ricordiamo che il libro è disponibile sia in formato e-book che cartaceo, edizione Youcanprint.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *