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Il mediatore familiare: ecco il master di formazione

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Presso l’Aula delle Lauree dell’Università Federico II di Napoli è stato inaugurato il Corso di Master di II livello in “Mediazione e Negoziazione Familiare Istituzionale” che ha come obiettivo quello di accrescere la formazione di professionisti che operano nelle strutture pubbliche e con incarichi istituzionali per il superamento delle difficoltà familiari, in particolare relative a divorzio e separazione in coppie coniugate o di fatto. Il corso nasce a seguito dell’esperienza di collaborazione sviluppata tra il Dipartimento di Studi Umanistici, in particolare il dottorato di Genere e il laboratorio di psicologia clinica e l’Asl Na1 Centro, Dipartimento di Medicina Territoriale – Centro per le famiglie. Il Master fa parte delle iniziative di collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Studi umanistici, il Tribunale per i Minori, il Comune di Napoli e l’ASL Napoli 1 Centro. Da tale collaborazione è nato il “Punto d’incontro per la mediazione familiare” – ora ospitato dal Tribunale per i Minorenni – cui possono accedere coppie che vogliono intraprendere un percorso mediativo, un analogo accordo è stato poi siglato con il Tribunale Ordinario. Il Punto d’incontro rappresenta il massimo livello di sinergia tra le istituzioni preposte alla tutela dei rapporti familiari nei momenti patologici e maggiormente traumatici.
MA COS’ E’ LA MEDIAZIONE FAMILIARE?
La Mediazione Familiare è uno spazio di incontro in un ambiente neutrale, nel quale la coppia ha la possibilità di negoziare le questioni relative alla propria separazione, sia negli aspetti relazionali, sia in quelli economici. I genitori sono incoraggiati ad elaborare gli accordi che meglio soddisfino i bisogni di tutti i membri della famiglia, con particolare riguardo all’interesse dei figli. Essa si propone come una nuova e specifica risorsa volta a sostenere i genitori in conflitto durante la fase della separazione e del divorzio e si basa sul riconoscimento della capacità di ognuno di uscire dallo schema difensivo e/o aggressivo in cui si è ingabbiato per arrivare comprendere i bisogni dell’altro e ad accoglierli in sintonia con i propri. Ed è su tale potenzialità dell’essere umano che essa si basa per la gestione delle situazioni in cui i le parti non riescono autonomamente ad attivare le loro naturali capacità di mediazione, proprio per il livello di escalation cui il conflitto è giunto. Tale percorso, sfrutta il potenziale positivo della condizione conflittuale per permette alle parti di vivere costruttivamente le loro conflittualità, e di riorganizzare la loro vita ritrovando benessere e serenità.
IL MASTER
Il corso si dipanerà attraverso più incontri nei quali verranno affrontati sia profili teorici che temi pratici inerenti la famiglia contemporanea e i suoi cambiamenti, lo studio delle caratteristiche della relazione e del legame familiare nella separazione, l’attuale normativa concernente la famiglia in ambito nazionale ed europeo e cambiamenti introdotti. In particolare, si terranno workshops esperenziali e seminari di monitoraggio atti ad illustrate le modalità di formazione in mediazione, la mediazione come metodo, i modelli ed i campi di applicazione della stessa in area istituzionale, oltre che le fasi, le modalità e le interazioni con altre figure professionali e servizi.
Il corso vedrà la presenza di numerose personalità che condivideranno il loro sapere ma soprattutto la loro esperienza sul campo. La chiave di volta per un sistema valido è – come chiarisce la Prof. Caterina Arcidiacono, già responsabile del Centro per le Famiglie, il creare una buona istituzione che cammini per le persone. Ed è stato proprio in questo solco che si è delineato negli anni il percorso intrapreso nel 1996 dal Centro per le Famiglie che ha fornito un contributo di non poco rilievo nell’assetto attuale delle istituzioni. E’ grazie agli operatori del settore (magistrati, psicologi ed assistenti sociali nonché avvocati) che oggi, a distanza di tanti anni, il legislatore ha potuto prendere coscienza del mutamento della società e, di conseguenza, adottare nuove procedure a tutela dei diritti della persona quali ad esempio il mutamento di alcuni articoli del codice civile e la sostituzione del termine “potestà genitoriale” con quello di “responsabilità” che è stato frutto dell’elevazione dell’interesse dei figli a diritto degli stessi.

Diana Ferrara Ama le lingue e i viaggi “on the road” auto-organizzarti, alla scoperta dei piccoli gioielli del Mondo. Sogna di diventare magistrato. Nel frattempo, si divide tra la frenesia della città e la casa in campagna, nella quale si rilassa con un buon libro tra gli alberi da frutta.

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