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Roy
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Il ministero della suprema felicità
Britain Attack Tribute Concert
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“Il ministero della suprema felicità”: storia di un uomo che si sente donna

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Torna alla scrittura Arundhati Roy, già autrice del celebre libro ‘Il dio delle piccole cose’ che ora arriva nelle librerie con ‘Il ministero della suprema felicità’ (uscito il 6 giugno, anche in Usa e Gran Bretagna).

Una lapide fa da sfondo alla copertina, preannunciando una “chiave di lettura” alle righe della scrittura, proprio come accaduto per il primo libro del 1997, un best seller tradotto in 40 lingue.

 

 

L’India raccontata da Arundhati Roy

 

 

Cinquecento pagine di narrativa avvincente racchiudono ‘Il ministero della suprema felicità’. La storia inizia in un cimitero della vecchia Delhi dove Anjum, un uomo che si sente donna, sta srotolando un consumato tappeto persiano. Roy inizia magicamente a trasportare il lettore in un viaggio attraverso l’India. La scrittrice porta sotto gli occhi di tutti la vita dei quartieri della vecchia Delhi.

Eroi emarginati, guerra, contrasto tra povertà e centri commerciali sono tutti rappresentati dal protagonista della penna della scrittrice, attivista politica, saggista ed ecologista. Anjum lotta contro la religione e la casta per affermare il suo desiderio di vivere da donna ed incarna lo spirito contraddittorio e controcorrente dell’India da sempre amata da Roy. E’ il cimitero, tanto caro ad Anjum, ad acquisire un valore metaforico fondamentale, mentre la scena del romanzo viene divisa con Tilottama, donna di cui sono innamorati tre uomini, compreso un guerrigliero.

Arundhati torna a dipingere con le parole l’India che ben ha conosciuto quando a 16 anni è andata a vivere a Delhi in una baracca, come senza tetto, riuscendo però a laurearsi in architettura. La scrittrice – considerata una delle figure guida del movimento mondiale anti-globalizzazione – nel saggio “Guida all’impero per la gente comune” aveva affrontato in passato anche il tema della “guerra al terrorismo” globale. Insignita nel 2004 con il Sydney Peace Prize per il suo lavoro nel campo sociale e il continuo sostegno alla nonviolenza,  Roy è una donna dalle grandi battaglie.

 

 

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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