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Il padre ha diritto ai riposi giornalieri anche se la madre è casalinga

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Il Consiglio di Stato con sentenza n. 4618 depositata il 10 settembre 2014, ha accolto il ricorso di un padre, dipendente del Ministero dell’Interno presso la Questura di Genova con mansioni di assistente di polizia, che si è visto negare la concessione dei riposi giornalieri di cui all’art. 40 del Testo Unico emanato con D.Lgs. n.151 del 26 marzo 2001.

Ai sensi dell’art. 40, i periodi di riposo sono riconosciuti al padre lavoratore:
a) nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre;
b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;
d) in caso di morte o di grave infermità della madre.

La mancata concessione di detti riposi da parte del T.A.R. è stata motivata con il fatto che la madre non è una lavoratrice dipendente, bensì casalinga, pertanto la richiesta non è giustificata essendo i riposi giornalieri concessi al fine di garantire al figlio la presenza alternativa di uno dei genitori.

Il Consiglio, in una precedente pronuncia che vedeva coinvolta un’altra madre casalinga, si era pronunciato nel senso della piena assimilazione della lavoratrice casalinga alla lavoratrice non dipendente, pertanto il diniego opposto è stato considerato illegittimo. Del resto, se si tiene conto del tenore letterale dell’art. 40, abbiamo che il beneficio spetta al padre anche “nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente”, includendo, quindi, tutte le ipotesi di inesistenza di un rapporto di lavoro dipendente o comunque di attività retribuita.

 

Riposi e congedi per malattia: cosa dice il Testo Unico

 

Il T.U. n.151/2001 rappresenta uno strumento molto importante per la tutela  della maternità e della paternità disciplinando varie tipologie di congedo. Oltre ai riposi giornalieri di due ore concessi entro un anno di vita del bambino, è previsto anche il congedo per malattia entro il terzo anno senza limite di tempo e dopo il terzo anno per un massimo di 5 giorni all’anno fino all’ottavo anno. Nel caso di figli con handicap i riposi giornalieri possono essere goduti fino al terzo anno di età, dopo i 3 anni e fino ai 18 si hanno permessi mensili di tre giorni. Tali congedi possono essere richiesti alternativamente dal padre o dalla madre per ogni figlio, quindi nel caso di parto plurimo i giorni si raddoppiano.

Del resto, in osservanza dei principi costituzionali posti a garanzia dell’unità familiare e dell’interesse dei figli, si riconosce l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, i quali  devono collaborare al mantenimento e alla gestione della famiglia, rilevando anche l’eventuale lavoro casalingo della donna. Bisogna, quindi, garantire al padre i permessi per l’accudimento del figlio anche quando la madre non ne abbia diritto perché casalinga, ma tuttavia impegnata in attività che la distolgono dalla cura del neonato. È, infatti, un dato di comune esperienza che il lavoro domestico necessiti, dopo la nascita di un figlio, di aiuti esterni come collaboratrici familiari e/o baby sitter.

 

I motivi della decisione

 

Per questo il Consiglio ha ritenuto incongruo dedurne, coma ha fatto il Giudice di primo grado, “l’oggettiva possibilità, nel caso della lavoratrice casalinga, di conciliare le delicate e impegnative attività di cura del figlio con le mansioni del lavoro domestico”, precisando anche che “i riposi giornalieri, una volta venuto meno il nesso esclusivo con le esigenze fisiologiche del bambino, hanno la funzione di soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali al fine dell’armonico e sereno sviluppo della sua personalità”.

È, pertanto, da considerarsi discriminatoria la condotta della pubblica amministrazione, motivo per cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di primo grado quanto al riconoscimento del diritto a fruire dei riposi giornalieri di cui all’art. 40 del T.U. n.151/2001 con decorrenza dal giorno successivo al compimento del terzo mese di vita del figlio e ha proceduto all’annullamento del provvedimento del Ministero dell’Interno.

Diana Ferrara Ama le lingue e i viaggi “on the road” auto-organizzarti, alla scoperta dei piccoli gioielli del Mondo. Sogna di diventare magistrato. Nel frattempo, si divide tra la frenesia della città e la casa in campagna, nella quale si rilassa con un buon libro tra gli alberi da frutta.

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