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Il potere terapeutico delle ninne nanne per bambini e madri

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Secondo alcuni studi le ninne nanne appartengono alla natura istintiva dell’essere madre. Composte da una struttura musicale molto semplice, fatta di poche parole e un ritmo con cadenza oscillatoria che ha il compito di evocare l’esperienza del feto nel grembo materno, le nenie possono essere definite un linguaggio universale perché simili nelle diverse culture e in ogni tempo, per quanto riguarda toni e modo di cantare. Le lullabies (dall’inglese) accompagnano i bambini, ma anche i genitori, ancor prima della nascita e hanno un importante valore terapeutico, non soltanto per i più piccoli. La psicologia, infatti, oggi riconosce alle ninne nanne il compito di curare e alleviare le preoccupazione degli adulti. Fatte di orchi, befane e uomini neri, inquietanti e minacciose le ninne nanne non sempre riesco nel loro originario intento di addormentare il bambino, ma riescono comunque il quel compito nascosto, celato, di consolidare l’amore e la cura. Quando all’inizio del Novecento il poeta spagnolo Federico Garcia Lorca studiò le ninne nanne del suo paese capì subito il loro carattere poetico ma anche la (profonda) tristezza che le caratterizza. Secondo il poeta il senso di questi canti è anche quello di aiutare una neo mamma a dare voce alle sue preoccupazioni, cantare la propria fatica. Si tratterebbe, quindi, di un sfogo terapeutico per le mamme e oggi molti ricercatori sono concordi con il poeta.

Le nenie non si chiamano così a caso: inizialmente, infatti, i canti della culla somigliavano molto più a lamenti, lagne appunto, probabilmente legate alla condizione della donna, al suo essere moglie e madre in una società patriarcale che condizionava fortemente la sua vita. I testi dei canti erano vere e proprie preghiere rivolti ai santi affinché il bambino si addormentasse, in modo che la madre potesse finalmente riposare.

 

Il ruolo delle ninne nanne nello sviluppo del bambino

 

Il canto, la musica sono mezzi potenti attraverso i quali è possibile comunicare con il proprio bambino: molti studi hanno dimostrato che i bambini sono naturalmente predisposti alla musica e che hanno anche un ottimo senso del ritmo; altre ricerche hanno successivamente provato che i neonati reagiscono alla musica con attivazione dei centri dell’aggressività e della paura e che già a un giorno di vita sono in grado di rilevare differenze tra ritmi. Prove più recenti, infine, dimostrano che la musica gioca un ruolo importante nello sviluppo del bambino. Da qui è stata avanzata l’ipotesi che le nenie abbiano un’influenza positiva per quanto riguarda la sopravvivenza infantile per la loro capacità di regolare l’eccitazione e migliorare l’umore del neonato facilitandone in questo modo l’alimentazione, il sonno e la crescita. A tutto questo si aggiungono gli scopi educativi delle ninne nanne:  infatti, cantare ad un bambino è un modo molto efficace per insegnare parole nuove e suoni.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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