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Il rap le ha cambiato la vita: “Sonita”, il docufilm sulla cantante afghana

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Si chiama Sonita Alizadeh, oggi ha 19 anni ma ha passato gran parte delle sua vita in un campo profughi dell’Iran. Sonita doveva essere una delle tante spose bambine, ad appena 10 anni le fu comunicato dalla madre che sarebbe stata venduta ad un uomo che voleva sposarla, ma il destino ha riservato per lei una storia diversa. A Teheran ha iniziato a frequentare di nascosto la scuola di una ONG, ha imparato a scrivere e leggere, poi la passione per la musica ha fatto il resto. Sonita ha cominciato a comporre pezzi rap, il suo brano più famoso è Dokhtar Forooshi (che vuol dire “figlie in vendita”) in cui la ragazza racconta la rabbia e l’odio per la sua condizione. Grazie ad un’insegnante, Sonita ha avuto la possibilità di girare un video del suo pezzo, di farsi conoscere tramite Youtube e quindi di essere contattata dall’organizzazione Strongheart Group che le ha dato una borsa di studio e la possibilità di vivere una nuova vita negli Statii Uniti. Oggi è un’attivista ed è la più giovane rapper donna afghana.

 

“Sonita” il docufilm presentato a Bologna

 

Lascia che ti sussurri queste parole, così che nessuno senta che sto parlando delle bambine vendute. La mia voce non dovrebbe essere ascoltata perché contro la Sharia, le donne devono rimanere in silenzio”. Inizia così “Bride for Sale” altra canzone che Sonita ha scritto come denuncia delle condizioni delle donne, soprattutto ragazzine se non proprio bambine, vendute per matrimonio e come segno di protesta contro le tradizioni del suo Paese, l’Afghanistan. Come attivista e cantante il suo obiettivo è ancora quello di aiutare le migliaia di ragazze afghane costrette a subire quel destino dal quale lei ha avuto la fortuna e il coraggio di scappare. Grazie alla musica Sonita si è salvata e la sua storia è diventata una di quelle storie che meritano di essere raccontate: ci ha pensato Rokhsareh Ghaemmaghami, regista iraniana, che ha girato il documentario “Sonita”, presentato in anteprima nazionale al Biografilm Festival di Bologna.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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