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Il San Camillo di Roma assume ginecologi non obiettori

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All’Ospedale San Camillo di Roma due nuovi ginecologi non obiettori entreranno a far parte del personale. A volerlo la Regione Lazio che ha indetto un concorso ben specifico per assumere due medici dirigenti del reparto di Ostetricia e Ginecologia che applichino la legge 194 sul diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, il primo dei due medici ha già preso servizio. È la prima volta che in Italia un ospedale indice un concorso con posizioni “chiuse”, cioè per andare a coprire il vuoto e tutelate in questo modo il servizio, garantendo un diritto e lasciando alle donne facoltà di scelta. “Nel Lazio – spiega il presidente della Regione Nicola Zingaretti – è stata compiuta una vera e propria rivoluzione. Tenendo conto del numero sempre in aumento degli obiettori di coscienza, ma soprattutto per contrastare la piaga dell’aborto clandestino, abbiamo operato in questi anni per garantire alle donne il diritto di interrompere la gravidanza senza nessun pericolo per la loro salute”.

 

In Italia troppi medici obiettori

 

Nonostante la legge 194 sia entrata in vigore nel 1978 e sia stata poi confermata anche da due referendum popolari,  ancora oggi nel nostro paese esistono problemi nella sua applicazione. Infatti, secondo l’ultimo rapporto rilasciato del ministero della Salute ben 7 medici su 10 sono obiettori, mentre l’interruzione volontaria di gravidanza è praticata nel 60% delle strutture. Tant’è che il Consiglio d’Europa ha accusato l’Italia di discriminare medici e operatori che non hanno optato per l’obiezione di coscienza. In Italia, le donne che decidono di interrompere una gravidanza non si vedono affatto riconosciute un proprio diritto, con liste d’attesa sempre più lunghe (con una media tra gli 8 e i 20 giorni se si tratta di un’interruzione di tipo chirurgico) e l’aborto farmacologico che nel nostro paese stenta a decollare. Nonostante l’OMS la indichi come metodo da preferire entro le 9 settimane di gravidanza, la pillola RU486 in Italia non viene per niente utilizzata; basti pensare che, a parte il San Camillo che da gennaio ha effettuato 216 IVG con la pillola RU486, la media nelle altre strutture è di circa 35. “Interrompere una gravidanza è un evento difficile per qualsiasi donna – ha aggiunto Zingaretti – e le istituzioni hanno il dovere di garantire la giusta assistenza”.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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