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Imprese femminili: prime a crescere e ad uscire dalla crisi

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La crisi economica ha fatto meno danni in imprese alla cui guida si trovano delle donne. A rivelarlo sono i risultati del rapporto “Donne al lavoro, la scelta di fare impresa” condotto da Censis in collaborazione con Confcooperative.

 

 

Mettersi in proprio, ancora l’unico modo per entrare nel mondo del lavoro

 

 

In Italia, secondo una ricerca Doxa, aumenta il numero di donne che decide di mettersi in proprio, sfruttando le proprie conoscenze per un’impresa portata avanti con le proprie forze.

Non solo, perché secondo il rapporto “Donne al lavoro, la scelta di fare impresa”, condotto da Censis e Confcooperative, la crisi avrebbe causato meno danni alle aziende a guida femminile e ora con i primi accenni di ripresa sarebbero proprio queste le imprese a decollare. Sarebbero, quindi, le prime ad uscire dalla crisi. Si parla di un incremento dell’1,5% nel biennio 2014-2016 per le aziende femminili, un periodo nel quale la crescita generale si fermava allo 0,5%, segno che qualcosa nelle pari opportunità del lavoro sta cambiando anche se c’è ancora molta strada da fare, considerando che il mettersi in proprio sembra essere, in alcune regioni del Paese, una scelta obbligata per entrare nel mondo del lavoro (i dati si attestano su un +2% al Centro e del Sud Italia e un +1% nell’area Nord Ovest). “La condizione di svantaggio che ha caratterizzato il ruolo della donne nell’occupazione e nelle attività economiche in generale ha sviluppato in loro una maggiore determinazione nel perseguire obiettivi di realizzazione nel lavoro – così ha commentato i risultati della ricerca Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative -. Soprattutto le più giovani negli ultimi decenni hanno investito di più in capitale umano”.

Quali sono i settori su i quali si concentrano le attività dell’imprenditoria femminile? Soprattutto i servizi, con un 2% di crescita nel biennio 2014-2016, ma non solo perché colpisce anche l’aumento delle attività legate all’energia e alle costruzioni, settore dove nel totale in questi anni c’è stato un dato negativo registrando un -2,1%, mentre le aziende femminili sono paradossalmente cresciute dello +2,6%.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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