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Inadempimento dell’obbligo di versare il mantenimento: le conseguenze civili

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In ambito civilistico chi si sottrae agli obblighi di mantenimento dei figli e dell’altro coniuge fissati a seguito di separazione o divorzio incorre nelle sanzioni apprestate dalle tutele garantite agli aventi diritto al pagamento dell’assegno dalle disposizioni generali in materia di esecuzione e dai rimedi approntati ad hoc dall’art. 156 c.c. a mezzo del quale l’ordinamento  sancisce che “il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri“, determinando l’entità di tale somministrazione anche in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato.
Lo scopo di tale apparato normativo è quello di evitare che siano lasciati privi di ogni mezzo di sussistenza i soggetti deboli del nucleo familiare a seguito della rottura del rapporto nonché quello di  garantire agli aventi diritto la disponibilità tempestiva delle somme necessarie al loro mantenimento evitando così che l’inadempimento costituisca grave pregiudizio alle esigenze di vita del coniuge e soprattutto della prole.

 

Le azioni previste dalla legge

 

Dalla summenzionata norma discendono una serie di conseguenze.
Invero, la mancata corresponsione dell’assegno (inadempimento) da parte del soggetto obbligato costituisce titolo per:

  • diffidare il coniuge inadempiente invitandolo a provvedere entro un congruo termine (solitamente 15 giorni) al versamento dell’assegno unitamente agli aggiornamenti Istat per gli arretrati;
  • ottenere l’ordine di pagamento diretto: in caso di inadempimento, secondo quanto disposto dall’art. 156 cc, 6° comma, gli aventi diritto al mantenimento possono presentare istanza al giudice per ottenere l’ordine rivolto a terzi tenuti a versare periodicamente somme di denaro al soggetto obbligato (datori di lavoro, affittuari, etc..), che una parte di tali somme venga direttamente ad essi versata;
  • ottenere il sequestro di parte dei beni appartenenti al coniuge inadempiente, come disposto dal giudice (come previsto altresì dall’articolo 8, ultimo comma, della legge sul divorzio n. 898/1970);
  • ottenere il ritiro del passaporto: altro rimedio apprestato a favore degli aventi diritto e’ il ricorso al giudice tutelare affinché lo stesso disponga il ritiro del passaporto al coniuge obbligato al mantenimento. Si tratta di uno strumento poco utilizzato nella pratica che tuttavia ha lo scopo, attraverso le diverse limitazioni derivanti dall’applicazione di tale misura, di indurre all’adempimento dell’obbligo.

La giurisprudenza prevalente ritiene che l’inadempienza non tempestiva e tardiva, o, addirittura isolata, nel pagamento della somma dovuta, è motivo sufficiente a ritenere frustrata la funzione stessa cui adempie il diritto al mantenimento e dunque a conferire la legittima facoltà all’avente diritto di adire l’organo giudicante per l’applicazione dei rimedi fissati dall’art. 156 c.c. In particolare, in sede civile, anche alcuni giorni di ritardo sono ritenuti sufficienti per far dubitare della futura regolarità dell’adempimento (v. Cass. n. 12204/1998) a differenza di quanto avviene per la configurabilità del reato ex art 570 c.p. a norma del quale occorre che l’azione di volontaria inottemperanza si sia concretizzata in una condotta che, protrattasi nel tempo, abbia inciso apprezzabilmente sulla disponibilità dei mezzi economici.
Ad ogni buon conto, spetta sempre ed unicamente al giudice valutare se il comportamento dell’obbligato sia idoneo o meno ad essere valutato come inadempimento
(ad esempio, ricostruendo i tempi e le modalità dei pagamenti già effettuati), mentre è onere dell’avente diritto provare il contrario.

Diana Ferrara Ama le lingue e i viaggi “on the road” auto-organizzarti, alla scoperta dei piccoli gioielli del Mondo. Sogna di diventare magistrato. Nel frattempo, si divide tra la frenesia della città e la casa in campagna, nella quale si rilassa con un buon libro tra gli alberi da frutta.

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