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Infortunio in un negozio: di chi è la colpa?

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Quando si subisce un infortunio in un esercizio commerciale ne risponde sicuramente il proprietario il quale dovrà risarcire il malcapitato cliente per il danno subito. Ovviamente è interesse del titolare allontanare da sé ogni responsabilità o tentare di pagare il meno possibile. Ma la legge è chiara sui limiti di questa responsabilità e sui casi che la escludono.

 

 Infortuni: la disciplina

Come la Corte di Cassazione ha più volte affermato, custodi sono tutti coloro che hanno il possesso o la detenzione della cosa che ha arrecato il danno. Sono custodi, prima di tutto, i proprietari. Gli obblighi che incombono sul custode consistono nella regolare manutenzione della cosa, nella vigilanza e nella diligenza nell’utilizzo della stessa e derivano sia da specifiche disposizioni normative che dalle generali regole di diligenza e buona fede o correttezza. Da tali obblighi discende ex art. 2051 c.c. che i custodi sono responsabili di tutti i danni arrecati dalla cosa. Una siffatta affermazione caratterizza la responsabilità come “oggettiva” e ciò fa si che per configurarsi occorre che il danneggiato provi unicamente il rapporto causale, ovvero la connessione diretta, tra la cosa e l’evento dannoso indipendentemente dalla pericolosità in atto od in potenza della stessa cosa, non rilevando la condotta del custode e l’osservanza o meno di un obbligo di vigilanza.

Successivamente, dall’interpretazione delle norme data dalle corti si è meglio analizzata e configurata la figura del custode il quale dunque risulta essere il soggetto che ha una signoria di fatto sulla cosa, ovvero un potere di fatto, che gli consente (ma non lo obbliga), di intervenire tempestivamente in caso di pericolo per impedire il verificarsi di qualsiasi danno a terzi. Tale tipo di responsabilità è esclusa solamente dal caso fortuito riconducibile ad un elemento esterno.

Concludendo, il danneggiato che domanda il risarcimento del danno in conseguenza dell’omessa od insufficiente manutenzione della cosa in custodia, o di sue pertinenze, invocando la responsabilità del custode deve, secondo le regole generali in tema di responsabilità civile, dare la prova che i danni subiti derivino dalla cosa mentre grava sul custode la prova del verificarsi del caso fortuito cioè del verificarsi di un evento non prevedibile né superabile attraverso il comportamento diligente, ovvero la prova di avere adottato tutte le misure idonee a prevenire ed impedire il danno a terzi. Il danneggiato non è poi tenuto a provare la sussistenza dell’insidia né la condotta omissiva del custode. Per contro il custode presunto responsabile può dedurre e provare il concorso di colpa del danneggiato ex art.1227 c.c.

 

Il caso

In questo quadro normativo è andata ad inserirsi una recente sentenza della Corte di Cassazione (sent. n.1322/16) chiamata a decidere se il proprietario di un esercizio commerciale fosse responsabile per il danno subito da un cliente scivolato a terra a causa del pavimento bagnato dall’acqua caduta dagli ombrelli di altri clienti.

I giudici di legittimità hanno chiarito che in queste ipotesi è di certo il titolare del negozio a dovere risarcire il danno in quanto è su quest’ultimo grava che l’obbligo di mettere in sicurezza il luogo ove transitano i clienti, evitando che le mattonelle diventino scivolose predisponendo ad esempio un portaombrelli all’ingresso del locale, o dei tappetini antiscivolo. La caduta all’interno del locale è una diretta conseguenza della condizione del pavimento reso scivoloso dall’acqua piovana.

Secondo la Cassazione al più si potrebbe configurare un concorso di colpa con il lesionato ex art. 1227 c.c. con conseguente riduzione del risarcimento nel momento in cui la condotta dello stesso potrebbe essere considerata imprudente dovendosi aspettare in una giornata abbondantemente piovosa un pavimento bagnato e non già solo e semplicemente disattenta. In tale ultimo caso sarebbe da escludersi altresì il concorso di colpa.

Diana Ferrara Ama le lingue e i viaggi “on the road” auto-organizzarti, alla scoperta dei piccoli gioielli del Mondo. Sogna di diventare magistrato. Nel frattempo, si divide tra la frenesia della città e la casa in campagna, nella quale si rilassa con un buon libro tra gli alberi da frutta.

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