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Insegnare l’inglese ai bambini dai 0 ai 6 anni: la sfida di due mamme

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Eleonora ha una laurea in lingue e letterature straniere. Maryann è madrelingua americana. Tutte e due sono mamme, pugliesi, con la passione per l’inglese e convinte che i bambini andrebbero avvicinati alle lingue straniere da piccolissimi. Così un giorno, quando una chiede all’altra come insegnare alla figlia di 2 anni a parlare inglese, nasce Lesson#1, il primo corso di lingua inglese per bambini in età prescolare, in cui non ci sono lezioni ma playgroup aperti a bimbi e rispettivi genitori e una sola parola d’ordine: divertirsi!

 

Qual è l’idea alla base di un corso “involontario” di inglese per i più piccoli? 

 

Il nostro corso si basa sull’idea che bilingue non si nasce, lo si diventa. Per questo, con quella sensibilità tutta ‘da mamme’ che ti fa capire che i piccoli imparano soprattutto ‘involontariamente’, abbiamo messo a punto un metodo ludico che si avvale di strumenti diversi come il gioco, la musica, il canto. Abbiamo creato quattro personaggi, quattro animali fantasiosi che raccontano la vita di tutti i giorni dal momento del risveglio, all’asilo, la pappa, il gioco, la nanna e altre fantastiche avventure: tutto rigorosamente in inglese. I bambini, così, si appassionano senza alcuna difficoltà a questa nuova lingua portando con sé un bel ricordo e, soprattutto, un ricco vocabolario di uso quotidiano.

 

Lesson#1 è rivolto a bambini da 0 ai 6 anni, quindi anche a bambini che ancora non hanno imparato a parlare l’italiano: come si gestisce il contatto con due lingue diverse? 

È un po’ la stessa esperienza che vivono i figli di genitori con nazionalità diverse. Basta fare piccoli passi, graduali. Per questo il lessico che usiamo in Lesson#1 è sempre lo stesso e molto semplice. Un esempio? Nelle prime lezioni Bingo, il cane, per colazione prende il latte, i biscotti e un succo d’arancia e lo stesso fa per merenda. Solo qualche lezione dopo cambierà frutto o berrà un succo dal gusto diverso, in modo da poter aggiungere piano piano nuovi vocaboli. Con la ripetizione, insomma, i bimbi imparano nuovi vocaboli in inglese e come inserirli razionalmente in contesti diversi.

Quanto è importante iniziare da piccoli per l’apprendimento di una lingua? 

L’età gioca un ruolo fondamentale tanto per l’acquisizione della lingua madre, quanto per quella di una seconda lingua. La nostra naturale propensione all’apprendimento delle lingue, infatti, decrescere con gli anni. Per questo dare le prime nozioni di un secondo idioma ai bambini durante la prima infanzia vuol dire seminare su un terreno fertile che non mancherà di dare i suoi frutti. Un adulto, anche se portato per le lingue, impiega molto più tempo per raggiungere risultati che non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli ottenuti da un bambino di età prescolare esposto a corretti stimoli linguistici.

Come si svolge una lezione tipo di Lesson#1? 

Abbiamo gruppi di gioco formati da 5-7 bambini accompagnati dai genitori. Lesson#1, infatti, non è un baby parking! Mamme e papà non possono lasciare i bimbi, anzi diventano partecipanti attivi della nostra lezione, rispolverano l’inglese e imparano a dialogare con i figli. Per salutarci e darci il benvenuto usiamo la nostra hello song. Poi è il momento della storia del nostro personaggio, attraverso cui introduciamo nuovi vocaboli o nuove nozioni (l’alfabeto, i numeri, etc.). Quindi c’è il momento del gioco durante il quale vengono usati  i vocaboli appena imparati  e poi terminiamo con la baby dance e la goodbye song.

Quanto conta che gli esercizi di apprendimento “involontario” continuino oltre le ore di lezione, per esempio a casa, con i genitori? 

Tantissimo. Per questo la presenza dei genitori durante le nostre lezioni è molto importante: non essendoci libri o compiti a casa, soltanto loro possono fare continuare l’apprendimento dell’inglese  a casa usando i vocaboli che i bimbi hanno imparato o canticchiando le canzoncine che hanno sentito da noi.

C’è qualcosa che vi hanno insegnato i bambini che frequentano Lesson#1? 

Tutti i bimbi sono fantastici, ognuno di loro ti regala qualcosa di molto prezioso e difficile da descrivere a parole. Spesso tendiamo, erroneamente, a considerare i bimbi troppo piccoli per nuovi stimoli e invece loro ci dimostrano ogni giorno che sono pronti e preparati a tutto. È come fossero tutti dei piccoli grandi adulti con una marcia in più.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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