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Irlanda: donne in piazza per dire Sì all’aborto libero

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Nella Capitale irlandese le donne sono scese in piazza per il sesto anno consecutivo nella Giornata della Scelta, un marcia di protesta contro l’ ottavo articolo della Costituzione quello che vieta l’aborto.

 

 

È tempo di agire: donne irlandesi chiedono più diritti

 

 

L’ottavo emendamento ratificato nel 1963 rende anticostituzionale e quindi illegale l’aborto in Irlanda. Solo dal 2013 la pratica viene garantita nel solo caso in cui la gravidanza o il parto mettano in pericolo la vita della donna, ma nella realtà dei fatti l’applicazione della legge ha subito un forte e importante stravolgimento: le donne, per praticare quello che dovrebbe essere un legittimo diritto, hanno avuto accesso all’aborto legale minacciando di togliersi la vita.

Da anni l’Associazione “Abortion Rights Campaign” lotta per l’abrogazione dell’ottavo emendamento. Sua la campagna Repeal the 8th (letteralmente “abroga l’ottavo”, ndr) che nel 2016 ha portato a galla questione anche fuori dei confini nazionali, tanto che l’Onu nello stesso hanno aveva formalmente richiamato il governo irlandese sulla restrittiva legge antiabortista, che arriva a prevedere fino a 14 anni di carcere. Ogni anno “Abortion Rights Campaign” organizza a Dublino una marcia aperta a tutti i cittadini che vogliono cambiare la situazione, sia donne che uomini. Già lo scorso 8 marzo la campagna Strike4Repeal aveva portato allo sciopero migliaia di donne in tutto il paese a causa dei continui rinvii che il Parlamento applica alla discussione della legge che cambierebbe la normativa sull’aborto.

Quest’anno l’annuale Marcia per la Scelta si è tenuta lo scorso 30 settembre; un marcia di protesta ma anche un momento di confronto, in cui si proverà a discutere di quel cambiamento necessario che permetterà alle donne di accedere ad una pratica abortiva libera, sicura e legale.

 

 

La Giornata internazionale dell’aborto sicuro e libero

 

 

Intanto lo scorso 28 settembre il movimento “Non una di meno” ha organizzato la Giornata internazionale dell’aborto sicuro e libero: in oltre 30 città italiane le donne appartenenti al movimento sono scese nelle piazze non tanto per protestare contro la legge 194 del ’78, quanto piuttosto per contrastare la minaccia dei medici obiettori.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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