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Ivanka Trump, il suo libro sulle donne scatena la bufera

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La First Daughter d’America se dice “donna”, dice “danno”. Ivanka Trump lancia il suo libro dedicato ad un pubblico femminile. Women who work (Donne che lavorano), scritto prima che papà Donald approdasse alla guida dell’America, sembra proprio non rispecchiare l’immagine della donna comune e pertanto innesca la polemica web.

 

 

‘Donne che lavorano’, Ivanka Trump tra figli e carriera

 

 

Oltre che imprenditrice di successo e figura istituzionale statunitense, Ivanka Trump diventa anche scrittrice. Al solo pronunciare la parola, in verità, in molti negli States storcono il naso, considerato che le dichiarazioni della primogenita di Mr Trump sono ben distanti dal ritratto di donna media, e che la giovane palesa spesso una ricchezza e una comodità strabordante.

Nelle pagine del libro (il suo secondo lavoro di scrittura per chi non lo sapesse), Ivanka scrive: “Nei periodi estremamente intensi, come durante la campagna elettorale, sono andata in modalità di sopravvivenza: lavoravo e stavo con la mia famiglia. Non facevo molto altro. Francamente, non mi facevo un massaggio e non trovavo tempo per la cura di me”.

Queste poche righe sono bastate per scatenare la bufera mediatica contro la bella imprenditrice 36enne, attirando le critiche proprio delle donne. Su Twitter sono piovuti cinguettii ironici del tipo “Povera cara, oh che sacrifici”. Morale della favola? Le donne il libro non l’ hanno affatto gradito!

Nero su bianco, nel volume la First Daughter fornisce perfino i dettagli della sua daily routine: alle cinque e mezza del pomeriggio stacca la spina col lavoro e si dedica a bellezza e figli, per poi rispondere alle email alle 11 di sera. Una sola frase la riabilita agli occhi di tutte: “…E mi rendo conto che sono più fortunata dei più”.

Il primo libro della 36enne, pubblicato negli Stati Uniti nel 2009, si intitolava The Trump Card, e descriveva la carta vincente della donna di casa Trump, che ambisce ogni giorno ad essere esempio per tutto il popolo rosa statunitense, nonostante il paragone appaia oggi inconciliabile con la realtà.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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