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La bellezza dei Mandala

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In sancrito mandala significa “cerchio”, rappresenta il cosmo, il cerchio della vita. È un simbolo spirituale e rituale, appartenente principalmente alla cultura orientale, in particolare buddista. Utilizzato con scopi meditativi, esso rappresenta il percorso per raggiungere l’armonia e la pace, liberandosi dal caos e dagli squilibri emotivi. I monaci tibetani creano i loro mandala con la sabbia colorata e al termine del lavoro, dopo che si è raggiunta la crescita spirituale, il mandala viene distrutto ad indicare la precarietà delle cose e la rinascita: qualcosa deve morire perché qualcos’altro possa nascere.
La maggior parte dei mandala è formata da un quadrato con quattro porte che contengono un cerchio con un punto centrale. Quest’ultimo è il centro dell’energia, il Sé come lo definisce Jung, che è stato il primo a studiare i mandala e a proporli ai suoi pazienti. Lo psichiatra svizzero notò che, sebbene ogni mandala fosse diverso, aveva la medesima forma geometrica e tutto portava ad un centro. In ciascuna figura individuò degli archetipi, ossia immagini primordiali che appartengono all’inconscio collettivo. Tuttora i mandala sono utilizzati con scopi terapeutici in quella che viene chiamata arteterapia, elaborando in modo creativo il proprio vissuto si riesce a comunicare le emozioni attraverso un linguaggio semplice, spontaneo e immediato.

 

I danmala di Kathy Klein

 

Kathy Klein è un’artista che crea mandala fatti di fiori e che lei chiama “danmala”: in sancrito vedico dan significa “donatore” e mala “ghirlanda di fiori” quindi danmala è “il dono dei cerchi di fiori”. Ispirata dalla natura, ha trovato un modo unico di esprimere l’arte e la spiritualità che il mandala rappresenta. Nel silenzio offerto dalla natura, in un contesto meditativo, raccoglie fiori, petali, foglie, ma anche ortaggi, conchiglie, sassi per dare libero sfogo alla sua creatività. Un caleidoscopio di colori e forme, che spesso è lasciato nel luogo stesso in cui è stato creato, per essere trovato da un fortunato passante.
La bellezza dei suoi danmala è fissata in una foto, che rende immortale la caducità degli elementi che lo compongono. Ogni anno vengono poi selezionate per comporre un calendario dalla forma esagonale, diventando piccoli pezzi di arte da appendere alle pareti di casa.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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