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“La Buona Scuola” è legge ma di cosa si tratta?

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E’ ormai novembre, gli studenti sono già “nel vivo” delle lezioni. Quest’anno, però, il loro rientro in aula è stato all’insegna della novità: è entrato, infatti, in vigore la tanto discussa legge n. 107 approvata il 13 luglio 2015, denominata “la Buona Scuola”, che riforma interamente il sistema nazionale di istruzione e formazione. Approvato lo scorso luglio, il provvedimento ha subito innescato accese polemiche tra gli addetti ai lavori ed il mondo politico. Non tutti sanno, tuttavia, di cosa si tratta. Questi, in sintesi, i punti fondamentali di della riorganizzazione:

1. Autonomia scolastica

Ciascuna istituzione scolastica presenta la propria offerta formativa con autonomia nella scelta degli insegnamenti, dell’educazione e dell’organizzazione tenendo conto della realtà territoriale e delle proposte e pareri delle associazione dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti. Individua, altresì, il fabbisogno relativo ai  posti  del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nonché il fabbisogno di  infrastrutture  e  di attrezzature materiali. È assicurata l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole  di  ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la  prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni,  al  fine  di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori.    

2. Alternanza scuola-lavoro

Al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, è prevista la possibilità di stage e tirocini formativi, presso aziende private o enti pubblici, attuati nel triennio conclusivo, negli istituti tecnici e professionali, per una durata complessiva di almeno 400 ore e, nei licei, per una durata complessiva di almeno 200 ore. I percorsi di alternanza sono inseriti nel curriculum dello studente insieme agli insegnamenti opzionali, previsti nelle scuole secondarie di secondo grado, individuandone il profilo e associandolo a un’identità digitale. In questo modo si raccolgono tutti i dati utili relativi al percorso degli studi, alle conoscenze e competenze acquisite, alle esperienze formative in alternanza scuola-lavoro e alle attività culturali, artistiche, di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extrascolastico.

3. Più poteri al preside

È conferito più potere al dirigente scolastico, il quale potrà formulare proposte di incarico agli insegnanti premiando coloro che si sono distinti per merito professionale. L’incarico ha durata triennale ed è rinnovabile, purché in coerenza con il  piano dell’offerta formativa. Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali. La trasparenza dei criteri adottati,  degli  incarichi conferiti e dei curricula dei docenti è assicurata  attraverso  la pubblicazione nel sito internet dell’istituzione scolastica. Nell’ affidare gli incarichi ai docenti, il dirigente scolastico è tenuto  a  dichiarare  l’assenza  di  cause  di  incompatibilità derivanti da rapporti di coniugio, parentela o  affinità,  entro il secondo grado, con i docenti stessi. Il docente che riceve più proposte di incarico sceglierà tra quelle ricevute mentre per coloro che non hanno ricevuto o accettato proposte provvederà l’ufficio scolastico. I supplenti spariscono e gli insegnanti assenti saranno sostituiti da coloro che già fanno parte dell’organico dell’istituto.

4.    Valutazione degli insegnanti

Dal 2016 l’accesso nei ruoli di docente avverrà solo tramite concorso. La formazione iniziale dovrà essere integrata dal conseguimento di un diploma di specializzazione per l’insegnamento e di tirocini formativi. Gli scatti di carriera saranno prevalentemente determinati dal merito e dai crediti acquisiti attraverso la formazione continua, non solo dall’anzianità di servizio. La valutazione sarà eseguita dal dirigente scolastico, che ogni tre anni assegnerà dei premi agli insegnanti più meritevoli.     

5.    Edilizia scolastica

Sono previsti interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica al fine di favorire la costruzione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzate dalla presenza di nuovi  ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio nonché interventi di messa in sicurezza di edifici scolastici. Ciascuna regione individua gli interventi necessari con relativi progetti, che saranno valutati da un’apposita commissione di esperti.

 

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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