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La cinematerapia funziona: al Gemelli di Roma primo progetto terapeutico

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La cinema terapia funziona, uno studio del Gemelli di Roma ne conferma i benefici.


L’ospedale che per un paio d’ore diventa una sala cinematografica. Un film per alleviare il dolore e vivere diversamente la difficile vita in ospedale. È la cinematerapia che al Policlinico Agostino Gemelli di Roma diventerà dal prossimo marzo una vera e propria pratica curativa.

La cinematerapia porta sollievo non solo ai pazienti ma anche ai familiari. È quanto emerge da una ricerca condotta dallo scorso anno presso il Gemelli di Roma in collaborazione con la onlus MediCinema Italia. Lo studio sta coinvolgendo 240 pazienti del Policlinico, di cui 120 bambini; “Dalle prime evidenze – ha dichiarato Celestino Pio Lombardi coordinatore della ricerca – misurando parametri psicologici e psicomotori, risulta un miglioramento tra il 20% e il 30% nella percezione del dolore nei pazienti che hanno fatto esperienza della terapia del cinema”.

Dall’aprile dello scorso anno sono state proiettate un centinaio di pellicole in anteprima. Da “Il libro della Giungla” a “Alla ricerca di Dori”, e poi “Ghostbusters”, “Bridget Jones’s baby” e “Doctor Strange” per citare alcune delle pellicole. Per due volte alla settimana, il martedì e il giovedì, i pazienti hanno potuto beneficiare degli effetti positivi della cinematerapia.

 

 

Il primato del Policlinico Gemelli

 

Quel del Policlinico Gemelli è un vero e proprio primato in Italia. Si tratterà, infatti, del primo progetto a lungo termine di cinematerapia nel nostro paese. La sala, un ex aula didattica convertita in sala cinema, potrà ospitare fino a 130 persone, in cui anche i pazienti allettati o in carrozzina potranno partecipare alla terapia.

La cinematerapia è di aiuto perché il film non è solo considerato come momento di distrazione, “ma è visto come luogo che può essere vissuto diversamente”, come ha sottolineato Eugenio Mercuri neuropsichiatra del Policlinico Gemelli. Del resto la base della cinematerapia sta proprio nell’inclusione della vita quotidiana, come può essere preparasi per andare al cinema, nella vita in ospedale.

Il valore continuativo del progetto terapeutico del Gemelli, rappresenta solo il punto di inizio per una maggiore diffusione di progetti simili in altri ospedali italiani.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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