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“La felicità? Ve la do io!”: parola di Alessandra Hropich

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Abbiamo già conosciuto Alessandra Hropich in “Quando il mostro è il proprio padre”. Ora esce con un nuovo libro dal titolo “La felicità? Ve la do io!” in cui ha raccolto storie di uomini e donne e della loro ricerca della felicità. Una ricerca narrata senza peli sulla lingua come si fa tra amiche e fornendo al lettore dei suggerimenti onde evitare gli errori commessi dai protagonisti. Il libro dedicato alla felicità nasce dalle mie infinite esperienze personali con il prossimo – ci racconta l’autrice – Tali esperienze mi hanno fatto capire cosa ci fa davvero stare bene e cosa, al contrario, ci porta alla deriva. La mia curiosità mi ha sempre fatto osservare gli altri, spesso ridendo dell’assurdità di tanti comportamenti per poi arrivare a darmi le risposte alle mie tante domande.
Ma cos’è la felicità? Difficile dare una risposta: i più romantici la identificano con l’amore, i più materialisti con il successo, i sognatori con un ideale da raggiungere, e poi ci sono loro, i pessimisti per i quali la felicità è un’illusione e come tale non dura che un batter di ciglia ed è già svanita. Il filosofo rumeno Emil Cioran, nichilista e misantropo, infatti scriveva: “per alcuni la felicità è una sensazione così insolita che appena la provano, si allarmano e s’interrogano su questo nuovo stato; nulla di simile nel loro passato: è la prima volta che si avventurano fuori della sicurezza del peggio”.
Senza scomodare altri pensatori e poeti che hanno fatto della mancanza di felicità la loro ragione d’esistere e fonte della loro produzione letteraria, ed evitando estremismi, dobbiamo riconoscere che spesso è più facile sentirsi insoddisfatti della propria vita, perché manca sempre qualcosa per essere davvero felici soprattutto se si fa il confronto con le vite degli altri. L’erba del vicino sembra sempre più verde e la felicità diventa un miraggio. Sospirata, bramata, inseguita, sfiorata, a volte afferrata ma mai posseduta pienamente, sopraffatta da qualcos’altro che bisogna raggiungere, un nuovo desiderio da appagare, con lo sguardo sempre puntato sulle cose che non si hanno piuttosto che a quelle conquistate, ed ecco che ricomincia l’affannosa ricerca.
Ciò finisce per ripercuotersi anche nei rapporti interpersonali creando malumori, assenza di dialogo, distanza. Secondo l’autrice le coppie felici sono quelle che sorridono, quelle che si scoprono un po’ alla volta senza mai concedersi del tutto, a livello mentale soprattutto. Il dialogo poi é il motore della coppia e nel dialogo é meraviglioso scoprire ogni tanto un nuovo particolare dell’altro. Una coppia che riesce a non annoiarsi, é garanzia di eterna armonia.

 

E il segreto della sua felicità? La felicità é uno stato d’animo solare, carico di energia e di emozioni. Essere felici significa svegliarsi la mattina con la gioia di vivere. Io ho conquistato la felicità pensando molto a me stessa, a cosa volevo realmente io, senza preoccuparmi di quello che pensasse la gente. Gli altri non possono e non debbono mai interferire su quello che ci fa stare bene. Ci dice che la felicità è contagiosa. Solo chi vive con persone soddisfatte potrà trarne vantaggio. Vivere con persone tristi ci prepara ad uno stato depressivo. La felicità altrui, se non la detestiamo, riesce a darci quella spinta per raggiungerla anche noi.
Facciamo allora del pensiero positivo il lietmotiv della nostra vita e leggiamo cosa ci racconta Alessandra nel suo libro, disponibile in formato e-book edizione Youcanprint Self Publishing e presto, per gli amanti della carta stampata, anche in versione cartacea.
Buona lettura!

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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