0

La marcia delle 200 mila a Washington

0
0

Per il 21 gennaio è prevista una delle manifestazioni più imponenti di sempre


Il prossimo 21 gennaio nella Washington del neo insediato presidente Donald Trump (che il 20 farà il su ingresso ufficiale alla Casa Bianca), è prevista una delle più imponenti manifestazioni di protesta, a seguito di un insediamento presidenziale, che gli Stati Uniti abbiano mai conosciuto. Il tutto è nato da Evvie Harmon, fino a qualche settimana fa sconosciuta insegnante di yoga. Poi le presidenziali, la vittoria del candidato Repubblicano e la delusione per la sconfitta della Clinton; da qui l’idea di organizzare una marcia di protesta.

Una volta creato l’evento su Facebook, come tanti se ne vedono in giro sul social network, Evvie e le sue amiche hanno raggiunto più di 10mila partecipazioni nel giro di una notte. Quella che era solo un’idea è diventata realtà. “Quando tutto questo è cominciato, nessuna di noi pensava sarebbe nata una cosa di questo genere – ha spiegato Evvie in un’intervista a Vanity -. Le autorità prevedono che saremo come minimo 200 mila in arrivo da tutti gli Stati, ma la verità è che nessuno sa di preciso in quante saremo, anche perché nello stesso giorno cortei simili a quello di Washington si riuniranno in tutto il mondo, da Londra all’Australia.”

 

 

Non è una marcia contro Trump

 

 

Ma, assicurano le organizzatrici, non si tratta di una marcia contro il presidente Trump. Di certo non è un caso che la marcia si svolga proprio il giorno dopo la cerimonia di insediamento di Trump alla Casa Bianca e, ammettono, “Troviamo esecrabili le parole con cui in passato e in campagna elettorale si è rivolto alle donne. Troviamo eseccrabili anche molti punti della sua agenda. Pretenderemo le sue scuse e chiederemo alla sua amministrazioni politiche che siano rispettose dei diritti delle donne. Ma questa non è una marcia contro Trump”.

Il vero problema non è Trump, ma tutto quel sistema che ha permesso e determinato la vittoria del candidato Repubblicano. “Abbiamo deciso di fare in modo che l’elezione di un personaggio del genere serva a darci la spinta per unirci e chiedere insieme, finalmente, pari diritti per le donne in tutto il mondo a partire dall’America”. Come l’uguaglianza salariale, ad esempio, o il fatto che anche negli Stati Uniti molto le donne siano escluse dai ruoli dirigenziali.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *